Simulato in laboratorio lo sviluppo dell’embrione nell’utero

Sono state ottenute le prime strutture 3D simili ad embrioni umani che mimano lo sviluppo dell'embrione nell'utero

Dopo qualche settimana dall’annuncio del primo embrione umano sintetico, sono state ottenute le prime strutture in 3D simili a embrioni umani che mimano in laboratorio lo sviluppo dell’embrione nell’utero. Pubblicato sulla rivista Nature, il risultato è un nuovo passo in avanti nella possibilità di studiare malattie e difetti che hanno origine all’inizio dello sviluppo embrionale. La ricerca è stata condotta nell’università americana di Yale e, con una simulazione in laboratorio, permette per la prima volta di osservare le fasi più delicate e misteriose dello sviluppo embrionale.

Con le strutture simili agli embrioni, chiamate embrioidi, sono state fatte sviluppate anche alcune strutture esterne all’embrione e necessarie per il suo sviluppo. Tra queste non c’è la placenta, in modo da impedire agli embrioidi di svilupparsi fino alla fase fetale. “Dimostriamo che cellule umane pluripotenti possono essere spinte a organizzarsi in strutture tridimensionali che ripercorrono alcuni eventi chiave spazio-temporali dello sviluppo dell’embrione umano dopo l’impianto“, scrivono i ricercatori guidati da Berna Sozen, del dipartimento di Genetica e del centro di ricerca sulle staminali di Yale.

Lo sviluppo dell’embrione umano sintetico nell’utero

I ricercatori rilevano inoltre che la loro tecnica permette contemporaneamente di differenziare e far sviluppare le strutture esterne all’embrione, necessarie per la sua crescita nell’embrione. Si tratta di una prima assoluta perché mai finora era stato possibile osservare il modo in cui le cellule che portano allo sviluppo dell’embrione vero e proprio interagiscono con quelle esterne all’embrione, necessarie per il suo sviluppo nell’utero.

I ricercatori hanno immerso in un liquido di coltura le cellule staminali pluripotenti, ossia in grado di svilupparsi in numerosi tipi di cellule adulte. In questo ambiente, le cellule hanno cominciato a organizzarsi spontaneamente in strutture 3D insieme alle cellule esterne all’embrione, fino a raggiungere una fase dello sviluppo che equivale al periodo compreso fra 9 e 14 giorni dalla fecondazione.

Secondo gli autori della ricerca, la tecnica offre nuove opportunità per studiare le fasi dello sviluppo embrionale finora sconosciute e in più la possibilità di imitare in provetta quanto avviene nell’embrione che si è impiantato nell’utero. Per la ricerca biomedica, osservano, si aprono nuove strade che potranno aiutare a superare i problemi etici legati alla ricerca sugli embrioni umani.