Una nuova sonda è in partenza da Cape Canaveral per scoprire i segreti dello spazio profondo e della cosiddetta materia oscura. A bordo c’è anche un pezzo di Ferrara. Gli scienziati dell’Università estense infatti fanno parte del team internazionale di ricerca coinvolto nella missione spaziale Euclid, coordinata dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Dopo il lancio del satellite, atteso per la prima settimana di luglio da Cape Canaveral, in Florida (Usa), Euclid osserverà per sei anni più di un miliardo di galassie, lontane fino a 10 miliardi di anni luce dalla Terra.
I gruppi di cosmologia e astrofisica del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, coordinati da Paolo Natoli e Piero Rosati, parteciperanno all’analisi scientifica dei dati raccolti, insieme ai colleghi della sezione ferrarese dell’Infn guidati da Massimiliano Lattanzi. In tutti si tratta di 15 ricercatori. ‘Euclid’, spiega Rosati, “effettuerà un’osservazione dallo spazio senza precedenti di circa un terzo del cielo nel visibile e vicino infrarosso”, mappando strutture cosmiche come le galassie e gli ammassi di galassie, e indagando come si sono formate nell’arco di circa 10 miliardi di anni. Il gruppo di scienziati ferraresi, in particolare, si concentrerà sugli ammassi di galassie e sul fenomeno delle lenti gravitazionali per “migliorare la nostra comprensione della materia oscura, avvalendosi anche di tecniche di intelligenza artificiale per analizzare la gigantesca mole di immagini prodotta da Euclid”.
Si tratta insomma di una “missione fondamentale per la cosmologia- afferma Natoli– e si innesta nel solco di un’altra missione Esa del recente passato, la missione Planck, che ha visto Ferrara rivestire un ruolo da protagonista”. Gli studiosi dell’Università di Ferrara infatti si occuperanno anche di “mettere insieme le informazioni fornite dalla radiazione cosmica di fondo, osservata da Planck e altri telescopi, con i dati di Euclid, per moltiplicarne il ritorno scientifico”.
Per questo, aggiunge Lattanzi, a Ferrara “stiamo sviluppando parte del software che permetterà di effettuare inferenze statisticamente robuste a partire dai dati raccolti, per esempio quelle relative alle proprietà dell’energia oscura o a eventuali modifiche alla gravità, tenendo conto delle caratteristiche degli esperimenti”. Il satellite ‘Euclid’ ospita un telescopio a specchio di 1,2 metri di diametro e due strumenti scientifici, il Visible instrument (Vis) e il Near infrared spectrometer photometer (Nisp) che studieranno il cielo oltre la Via Lattea con lo scopo di ottenere immagini di altissima accuratezza e misurare gli spettri di milioni di galassie.
Attraverso l’Agenzia spaziale nazionale, l’Italia è uno dei principali protagonisti della missione insieme a Francia e Gran Bretagna. L’Italia ha il compito di coordinare la parte relativa alla raccolta e trattamento dei dati. In particolare, ha la responsabilità diretta di uno dei nove ‘Science data center’ e della verifica delle prestazioni dello strumento ‘Nisp’.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?