L’implosione del sottomarino Titan di OceanGate è stata rilevata da un sistema di rilevamento acustico top secret della Marina Usa progettato per individuare i sottomarini nemici, poche ore dopo che il sommergibile aveva iniziato la sua missione: lo riferisce il Wall Street Journal citando dirigenti della difesa USA. La Us Navy si è messa in ascolto non appena il veicolo ha perso i contatti. Poco dopo la scomparsa, il sistema ha rilevato quello che sospettava fosse il suono di un’implosione vicino al sito dove ieri sono stati trovati detriti.
“La Marina degli Stati Uniti ha condotto un’analisi dei dati acustici e ha rilevato un’anomalia coerente con un’implosione o un’esplosione nelle vicinanze generali di dove stava operando il sommergibile Titan quando le comunicazioni sono state interrotte,” ha dichiarato un alto dirigente della Marina degli Stati Uniti al Wall Street Journal. “Anche se non definitiva, questa informazione è stata immediatamente condivisa con il comandante preposto all’incidente per assistere la missione di ricerca e il salvataggio in corso“. La Marina ha chiesto che il sistema specifico utilizzato non sia nominato, citando ragioni di sicurezza nazionale.
Quanto riferito dalle fonti del Wall Street Journal confermerebbe che i segnali sonori captati martedì scorso, e interpretati come tentativi delle 5 persone a bordo del Titan di indirizzare i soccorsi, in realtà non avevano nulla a che fare con il sottomarino scomparso.
Il contrammiraglio John Mauger, della Guardia costiera statunitense ha riferito ieri durante una conferenza stampa che i detriti trovati sul fondale dell’Oceano Atlantico da uno dei mezzi a pilotaggio remoto impegnati nelle ricerche del sommergibile Titan, provengono effettivamente dallo scafo del sottomarino: “Il mezzo è imploso e i detriti sono dovuti alla catastrofica perdita della camera di decompressione“.
I rottami sono stati rinvenuti sul fondale a circa 500 metri dai resti dello storico transatlantico. La società OceanGate proprietaria del sommergibile Titan, ritiene a questo punto non ci siano dubbi: le cinque persone che si trovavano a bordo sono morte. Si tratta dell’amministratore delegato dell’azienda, Stockton Rush, Shahzada Dawood, insieme al figlio Suleman, Hamish Harding, e Paul-Henri Nargeolet.


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