“Ho fatto un passo indietro e ho lasciato spazio a Suleman, perché voleva veramente andare. Ero veramente felice per entrambi perché era qualcosa che volevano da molto tempo”. Sono le parole di Christine Dawood, moglie del miliardario pakistano Shahzada, morto a bordo del sommergibile Titan insieme al figlio 19enne Suleman in una missione verso il Titanic. In un’intervista alla BBC, la donna, di origini tedesche, ha raccontato di come lei e il marito avessero prenotato due posti tempo fa ma la missione era stata annullata a causa della pandemia di Covid.
Quando l’occasione si era ripresentata, aveva deciso di dare il suo posto al figlio, ossessionato dal Titanic fin da quando aveva costruito un modellino Lego di 10 mila pezzi del transatlantico affondato nel 1912. Il 19enne aveva anche intenzione di diventare la prima persona a risolvere il cubo di Rubik negli abissi dell’Atlantico.
Christine, insieme alla figlia 17enne Alina, si trovava sulla nave di appoggio della spedizione e aveva salutato il marito e il figlio, entusiasti per la missione, prima dell’ingresso nel sommergibile. Dopo che il Titan aveva perso i contatti, aveva mantenuto la “speranza” ma, passate 96 ore e finito l’ossigeno, si era preparata al peggio.


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