La battaglia di LNDC Animal Protection per tentare di salvare gli orsi JJ4 e MJ5 dalla ostinazione della Provincia Autonoma di Trento nel volerli sopprimere non conosce sosta. L’associazione, infatti, si è rivolta al Consiglio di Stato per appellarsi contro le ultime pronunce del TAR che, seppur sospendendo ancora l’esecuzione dei due plantigradi, hanno messo al sicuro le loro vite solo a tempo determinato. Le vite di JJ4 e MJ5 quindi sono ancora a rischio e gli orsi potrebbero venire uccisi subito dopo la scadenza del 27 giugno, data in cui termina la sospensione prevista dal Tribunale amministrativo trentino.
“Come abbiamo sempre fatto negli anni quando si è trattato di difendere gli orsi del Trentino, non abbiamo intenzione di lasciare nulla di intentato e questo ricorso al Consiglio di Stato è assolutamente necessario” commenta laPresidente di LNDC Animal Protection, Piera Rosati. “La Provincia Autonoma di Trento ha ormai apertamente dichiarato guerra agli orsi e non possiamo restare a guardare. Nel frattempo, peraltro, cosa ha fatto di concreto Fugatti per prevenire ulteriori incidenti tra umani e orsi? Sono state prese misure di prevenzione come vorrebbe la legge? Da quanto mi risulta no e questo la dice lunga sull’incapacità e la demagogia di certe esternazioni del Presidente della PAT, interessato soltanto a fare propaganda contro la fauna”.
La gestione degli orsi
“Già in passato ci siamo rivolti al Consiglio di Stato su questi argomenti e in diverse occasioni abbiamo avuto giustizia. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la conferma dell’annullamento delle Linee Guida provinciali sulla gestione degli orsi che andavano in contrasto con la Direttiva Habitat e lo stesso Pacobace e prevedevano l’uccisione degli orsi come strumento ordinario di risoluzione dei problemi, anziché rimedio estremo”, fa sapere Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection. “Ora auspichiamo di avere nuovamente giustizia perché la condanna a morte di JJ4 e MJ5 è inaccettabile. Nel frattempo stiamo predisponendo i ricorsi contro il Rapporto ISPRA MUSE 2021, nella parte in cui si afferma che la captivazione non sarebbe sostenibile per la gestione degli orsi problematici a medio e lungo termine, data la scarsità di spazi e risorse, facendo così ricadere sul destino degli orsi le inefficienze della pubblica amministrazione”.


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