Giorgetti: “Dal Pnrr è necessario un impulso duraturo per la ricerca”

Nella Missione 4 del Pnrr sono stati stanziati oltre 11 miliardi di euro, aggiuntivi rispetto agli stanziamenti ordinari. E' essenziale che questi ingenti investimenti si traducano in un impulso duraturo al nostro sistema di ricerca

“Nella Missione 4 del Pnrr sono stati stanziati oltre 11 miliardi di euro, aggiuntivi rispetto agli stanziamenti ordinari. E’ essenziale che questi ingenti investimenti si traducano in un impulso duraturo al nostro sistema di ricerca”. Cosi’ Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, in un messaggio inviato al presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Roberto Antonelli, in occasione del Simposio su ‘Ricerca pubblica e il futuro dell’Italia. Stato presente e sviluppi di lungo periodo’, organizzato oggi presso l’Accademia dei Lincei.

“L’esplorazione – ha continuato Giorgettila scoperta, la valorizzazione del nuovo, sono i motori della crescita economica. In quello che Donald E. Stokes defini’ come il Quadrante di Pasteur, l’eccellenza nella ricerca fondamentale va mano nella mano con le opportunita’ e gli stimoli alla sperimentazione e all’innovazione. Per assecondare e sostenere ricercatori, studenti e imprese nelle loro attivita’ di esplorazione, l’attore pubblico e’ chiamato a essere selettivo, a prendere decisioni informate, a coordinare le linee di intervento. Si tratta di requisiti essenziali per dar vita, con le parole di Edmund Phelps, a quel ‘prato dinamico’ su cui possono radicarsi le piante dell’innovazione. In questa prospettiva, ritengo importante che il Paese si doti di soluzioni per l’analisi delle tendenze scientifiche e tecnologiche”.

I campi per la crescita dell’Italia

“In campi chiave per la crescita – ha aggiunto il ministro – dalla fotonica, alla microelettronica, alle tecnologie quantistiche, ai nuovi materiali avanzati, alle scienze della vita, il Paese e’ chiamato a rafforzare la propria dotazione di infrastrutture di innovazione e di linee pilota. Sono, queste, vere e proprie piattaforme abilitanti, che vanno realizzate e gestite comprimendo la distanza tra ricerca fondamentale e sviluppi d’interesse industriale e assicurando condizioni di responsabilita’ strategica e di sostenibilita’ economica, attraverso schemi innovativi di partenariato pubblico-privato.”

“In conclusione, desidero condividere con voi l’auspicio per una crescente internazionalizzazione del reclutamento di docenti, ricercatori e studenti e, inoltre, per la costante evoluzione dell’organizzazione degli insegnamenti nelle nostre universita’. Internazionalizzazione della comunita’ degli studi e qualita’ dei percorsi educativi sono due ingredienti essenziali per la formazione delle nuove e’lite professionali e per una costante tensione verso la crescita economica, la liberta’, la societa’ aperta”.