Zaporizhzhia, l’esperto: “anche se la facessero esplodere, il rischio è zero. Non fatevi terrorizzare inutilmente”

Zaporizhzhia, il fisico Luca Romano spiega perchè la centrale nucleare dell'Ucraina non deve fare paura: "Tutti i reattori sono spenti da molti mesi, e persino in cold shutdown. Non può succedere nulla di grave"

Luca Romano è un fisico e divulgatore scientifico. Ha conseguito la laurea magistrale in fisica teorica all’Università di Torino e un master in giornalismo scientifico all’Università di Ferrara. Durante la pandemia di Covid-19 ha fondato le pagine, molto attive sui social, “L’avvocato dell’atomo“, con cui vuole “provare a rivoluzionare l’approccio all’ambientalismo, rendendolo scientifico”.

Romano si definisce “ambientalista razionale, messaggero dell’energia blu“, e questa notte ha pubblicato un interessantissimo approfondimento sulla situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, su cui in queste ore sia russi che ucraini stanno concentrando le loro attenzioni accusando la controparte di essere pronta a provocare un grave incidente. Di seguito le parole dell’esperto:

A Chernobyl, un reattore contenente materiale infiammabile (grafite) è stato scoperchiato mentre era acceso e in sovraccarico di potenza, siccome era anche privo di contenimento, i radionuclidi sono fuoriusciti trasportati dal fumo. Nonostante l’inventario di radionuclidi dispersi fosse elevato, le uniche evidenze di danni alla salute umana sono gli aumenti nell’incidenza di tumori alla tiroide, dovuti allo Iodio-131, che è effettivamente un radionuclide infame. Si accumula in un organo specifico, si dimezza in fretta (alta attività) e viene trattenuto dal corpo a lungo. Nonostante questo, comunque, le stime peggiori della mortalità di Chernobyl sono 54 vittime dirette e 4000 indirette. Con le stime più probabili per le vittime indirette un’ordine di grandezza inferiori. Ovviamente non considero stime fuori da ogni logica fatte da associazioni ambientaliste da sempre immuni ai numeri come Greenpeace. A Fukushima invece quando è saltato il raffreddamento i reattori erano spenti, ma solo da 40 minuti (arresto di emergenza dovuto al terremoto, lo tsunami è arrivato appunto 40 minuti dopo). Si sono fusi 3 noccioli, ma grazie al contenimento non c’è stata dispersione. Inoltre il reattore 4 ha avuto una perdita di radioattività dalla piscina del combustibile esausto: la sostituzione era stata fatta pochi giorni prima quindi il carico di iodio era elevato. In ogni caso l’inventario di radionuclidi è rimasto 10 volte inferiore a Chernobyl. Le stime UNSCEAR per quanto riguarda Fukushima parlano di zero vittime dirette e zero indirette. Qual è la situazione a Zaporizhzhia? Tutti i reattori sono spenti da molti mesi, e persino in cold shutdown. L’ammontare di Iodio 131 è zero sia nei reattori che nelle piscine. Ripeto: lo Iodio 131 si dimezza in 8 giorni, quindi dopo 3 mesi si è ridotto di un fattore 2000, dopo 6 mesi di un fattore 4 milioni. Oggi ce n’è ZERO. Se anche tutta la centrale saltasse in aria e vi fosse una dispersione radiologica (scenario comunque molto improbabile)… i rischi per la salute umana sarebbero molto vicini allo zero statistico. Quindi di che parliamo? Semplice: i russi vogliono fare i grossi e rendersi credibili quando parlano di usare l’atomica. Gli ucraini vogliono sollecitare intervento NATO. Da cui tutta la pantomima. Il problema è che le conseguenze psicologiche degli incidenti sono molto serie, e sia nel caso di Chernobyl che di Fukushima panico e stigma sociale hanno fatto molti più morti delle radiazioni. Motivo per cui continuare ad alimentare questa psicosi non fa bene a nessuno. Per cui, cortesemente, invece di continuare a rilanciare i comunicati di chiunque strillando come galline impazzite in un pollaio in fiamme, chiedete agli esperti quale sia il rischio reale, e poi datevi tutti una bella calmata.
Grazie.

PS: Zaporizhzhia è almeno 20 anni più moderna di Fukushima, e a differenza di Chernobyl i reattori sono circondati da edifici di contenimento spesso 1,8 metri in cemento armato, penetrabili solo con munizioni bunker-buster e non contengono materiale infiammabile“.