Vertice in Amazzonia, contrasti su sfruttamento del petrolio

Si acuiscono le divergenze sullo sfruttamento dei combustibili fossili tra i Paesi che condividono l'Amazzonia

Se i paesi dell’Amazzonia non sono riusciti a trovare un accordo per assumere l’impegno concreto contro la deforestazione e se non possono rinunciare allo sfruttamento delle loro risorse petrolifere è perché i paesi sviluppati non hanno rispettato i loro impegni in materia di finanziamento dello sviluppo sostenibile nella regione.

“La povertà è un ostacolo alla sostenibilità”, ha detto oggi il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, inaugurando la seconda giornata del Vertice dell’Amazzonia, allargata anche ai Paesi invitati (Francia, Norvegia, Congo, Repubblica del Congo e Indonesia). L’esplorazione petrolifera nella foresta genera “un enorme conflitto etico, soprattutto per le forze progressiste che dovrebbero stare dalla parte della scienza”, aveva detto il presidente della Colombia, Gustavo Petro.

La stessa ministra dell’Ambiente del Brasile, Marina Silva, aveva ribadito la sua opposizione all’esplorazione nel Rio delle Amazzoni sulla base di un rapporto degli esperti dell’Agenzia per l’Ambiente (Ibama). “Non si possono rendere più flessibili le licenze ambientali, così come non si può rendere più flessibile la cardiochirurgia”, aveva detto Silva.

A fronte di queste critiche Lula ha risposto oggi ricordando che l’impegno dei governi che sono chiamati a preservare le foreste tropicali ha un prezzo, e che fino ad oggi i patti non sono stati rispettati: “L’impegno dei paesi sviluppati di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno in nuovi e ulteriori finanziamenti per il clima non è mai stato attuato. E quell’importo non corrisponde più neanche al fabbisogno attuale”, ha detto.

“I paesi dei bacini dell’Amazzonia, del Congo e del Borneo-Mekong agiranno con decisione per preservare le tre più grandi foreste pluviali del mondo. Ma non si può non affrontare la responsabilità storica dei paesi sviluppati. Il 10% più ricco della popolazione mondiale concentra oltre il 75% della ricchezza ed emette quasi la metà di tutto il carbonio immesso nell’atmosfera. Non ci sarà sostenibilità senza giustizia”, ha concluso Lula.