Il punto di perdita del gasdotto Balticconnector tra la Finlandia e l’Estonia si trova nell’area economica della Finlandia. Lo ha reso noto il Primo Ministro Petteri Orpo. Lo riporta l’agenzia di stampa finlandese Stt. Secondo una prima valutazione, il danno non potrebbe essersi verificato a causa del normale utilizzo del gasdotto o dalle fluttuazioni della pressione, ha aggiunto Orpo. Le autorità finlandesi hanno avviato un’indagine che viene condotta dalla polizia criminale.
Il governo e le forze armate di Helsinky sospettano che la Russia abbia colpito il gasdotto. Lo scrive il quotidiano finlandese Iltalehti. Il danno è stato scoperto la notte dell’8 ottobre. Nella notte tra sabato e domenica, poco prima delle due, è stato osservato un insolito calo di pressione nel gasdotto marino Baltic Connector; poco dopo è stato verificato che il cavo era danneggiato. Immediatamente sono iniziate le indagini sulle cause del danno al tubo del gas. Fonti di sicurezza hanno riferito a Iltalehti che fin dall’inizio il governo ha considerato possibile che dietro l’incidente ci fosse un tentativo di sabotaggio della Russia.
L’ispettore Timo Kilpeläinen, stando all’agenzia di stampa locale Stt, non ha escluso che si tratti di un atto di vandalismo aggravato, basato sul sospetto che sia stato causato da un soggetto esterno e ciò sarebbe legato all’entità propria del danno. Secondo la Polizia criminale, al momento non ci sono indizi di un’esplosione. Per Kilpeläinen, l’indagine preliminare è in una fase iniziale con un’indagine tecnica grazie all’assistenza delle guardie di frontiera. L’ispettore ha precisato che un elemento chiave nell’indagine è scoprire chi potrebbe aver causato il danno, e che ora bisognerà ottenere delle prove e scoprire se si tratta di un unico atto. Si sta valutando anche se esista un collegamento tra il danno al gasdotto e la rottura del cavo di comunicazione, visto che sono avvenuti contemporaneamente.
“La Finlandia è preparata. Questi eventi non hanno alcun effetto sulla sicurezza del servizio”, ha scritto su X il Presidente finlandese Sauli Niinisto.
Il Baltic Connector è l’unico canale di importazione di gas verso la Finlandia, a parte il GNL Gas Grid, da quando le importazioni russe sono state interrotte nel maggio 2022, in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. La Russia ha smesso di fornire gas dopo che la Finlandia si è rifiutata di pagare in rubli, una condizione imposta ai “Paesi ostili” – compresi gli stati membri dell’Unione Europea -, come un modo per eludere le sanzioni finanziarie occidentali contro la banca centrale russa. Il gas naturale rappresenta circa il 5% del consumo energetico della Finlandia, utilizzato principalmente nell’industria e nella produzione combinata di calore ed elettricità.


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