Cento anni fa, il 15 ottobre 1923, nasceva a Santiago de Las Vegas de La Habana, Cuba, uno dei più grandi autori del Novecento italiano: Italo Calvino. Per celebrare il centenario, l’Istituto Nazionale di Astrofisica organizza e partecipa a una serie di iniziative per le scuole e la cittadinanza. Figlio di un agronomo e di una botanica, Calvino è l’unico non scienziato della famiglia, scegliendo di dedicarsi alla letteratura. Eppure la scienza pervade la sua opera, una letteratura cosmica che si nutre delle immagini e del linguaggio scientifico per indagare, comprendere e ripensare la condizione umana. Tra questi spunti, nel secolo della cosmologia e dello spazio, non poteva mancare una dose notevole di astronomia e astrofisica. Dal suo primo racconto esplicitamente dedicato a un oggetto astronomico: Luna e Gnac, scritto agli albori dell’era spaziale, fino alle vicende del signor Palomar, nel cui nome riecheggia uno dei telescopi che hanno fatto la storia dell’astronomia – passando per le Cosmicomiche, raccolta di memorabili racconti ispirati alle nostre origini cosmiche, dal Big Bang all’evoluzione dei vertebrati sulla Terra.
La redazione di EduINAF ha raccolto e curato una serie di risorse didattiche per le scuole secondarie dedicate proprio alle Cosmicomiche, per portare in classe una vasta gamma di argomenti astronomici accanto alla lettura di questo grande classico.
Dedicata a Italo Calvino la prima edizione de L’Universo a Scuola, il concorso EduINAF per insegnanti e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Le classi che visiteranno il Festival della Scienza di Genova dal 26 ottobre al 5 novembre potranno partecipare al laboratorio Storie della storia dell’universo a cura dell’Istituto Nazionale di Astrofisica per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Il laboratorio, ideato da Claudia Mignone, è un’esperienza creativa che unisce scienza, letteratura e arte per scoprire insieme le tematiche astronomiche a cui sono ispirate alcune delle Cosmicomiche e rielaborare creativamente i racconti, lavorando in gruppo alla creazione di una piccola performance.
Sempre al Festival della Scienza di Genova, torna l’1 e il 2 novembre lo spettacolo teatrale Le cosmicomiche di Italo Calvino di e con Stefano Sandrelli, Debora Mancini e Daniele Longo, dopo un tour che l’ha portato al Festival delle scienze di Roma, a BergamoScienza e poi a Firenze. Alle due repliche di Genova, seguiranno altre date anche a Bologna e al Parco di Monza.
Per tutto l’anno scolastico, l’INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, a Milano, offrirà attività didattiche dedicate all’opera di Calvino, tra cui il laboratorio per le scuole secondarie di secondo grado Cento di questi anni, Calvino!. Il laboratorio, a cura di Stefano Sandrelli, propone la lettura di alcuni scritti calviniani seguiti da un laboratorio di scrittura creativa, portando alla creazione collettiva di un racconto a partire da un teorema, da un’equazione o da un fenomeno scientifico.
Stefano Sandrelli ha partecipato inoltre al corso di formazione per le celebrazioni calviniane organizzato dal Comune di Sanremo venerdì 6 ottobre e parteciperà al workshop gratuito, in presenza, per docenti di ogni ordine e grado che si terrà presso il Planetario di Torino lunedì 16 ottobre, con un intervento dal titolo “Italo Calvino e la scienza: prove tecniche per cambiare il mondo”.
L’INAF è presente anche alla mostra Favoloso Calvino, che apre le porte al pubblico il 13 ottobre presso le Scuderie del Quirinale, a Roma, con la splendida Carta della Luna di Giovanni Domenico Cassini, per illustrare la relazione tra Calvino e l’astronomia. Cassini era nato nel 1625 a Perinaldo, in provincia di Imperia, non lontano dalla Sanremo dove trecento anni più tardi Calvino trascorrerà l’infanzia e la giovinezza. Si tratta di una versione del 1787 della mappa lunare, custodita presso l’Osservatorio astronomico di Brera.
Infine, è ancora in corso il progetto di arte-scienza A sign in space, ideato dall’artista Daniela de Paulis in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, il Seti Institute e il Green Bank Observatory. Ispirato all’omonimo racconto delle Cosmicomiche nel quale Qfwfq disegna il primo “segno” in un universo ancora molto diverso da quello in cui viviamo oggi, il progetto ha trasmesso un segnale criptato da Marte alla Terra lo scorso 24 maggio, lanciando al mondo la sfida di decifrarlo e interpretarne il contenuto come se fosse stato inviato da una civiltà extraterrestre. Dopo quattro mesi di discussioni online, sono state proposte molteplici teorie per spiegare il contenuto del misterioso messaggio, il quale resta ad oggi ancora segreto.


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