“Oxford ha il primo blocco climatico sulla Terra“: lo scorso 27 settembre 2023 il programma di Rete4 “Fuori dal Coro” ha mandato in onda un servizio sul “primo lockdown climatico della Terra”. L’inviato Tommaso Mattei ha mostrato come la città di Oxford, in Inghilterra, avrebbe “messo in gabbia” i propri cittadini chiudendo al traffico, tramite fioriere e paletti, le 6 vie principali che portano al centro e limitando gli spostamenti. Nel servizio dal titolo “Follia verde, ecco chi vuole ‘metterci in gabbia’ per il clima“, viene affermato che “Oxford, come una prigione: la storica città universitaria ha dato l’ok a un progetto per impedire l’uso delle auto. Sono presenti 6 grandi barriere per fermare il traffico, impediscono l’accesso alle auto con fioriere e pali. Un incubo che ha coinvolto le 6 vie principali che conducono al centro medievale, tutte chiuse al traffico. Praticamente una città in gabbia,” spiega l’inviato, che ha raccolto le testimonianze dei cittadini locali, tra chi parla di “ghetto“, chi di “incubo“, chi di “prigione aperta“.
Cosa sta succedendo ad Oxford
Negli ultimi anni, le città europee hanno cercato di affrontare il problema dello squilibrio nel traffico urbano attraverso una serie di misure. Ad esempio, a Berlino sono state potenziate le piste ciclabili, mentre il centro di Pontevedra in Spagna è stato reso pedonale. Un modello ampiamente adottato nel Regno Unito è quello dei “Low Traffic Neighbourhoods” (LNT). Questi quartieri mirano a ridurre il flusso di veicoli nelle zone residenziali attraverso l’installazione di barriere. Questa strategia ha una lunga storia, risalente agli anni ’60, ma è stata intensificata durante la pandemia, con Londra e altre città britanniche, tra cui Oxford, che ne hanno fatto un uso più frequente.
Nel luglio del 2022, dopo aver consultato i residenti, il consiglio della contea di Oxfordshire ha votato per rendere permanenti alcuni dei LTN che erano stati inizialmente implementati come misure temporanee.
Recentemente, Oxford ha deciso di sperimentare un sistema di “filtraggio del traffico” su 6 strade della città, che richiederà ai conducenti di ottenere dei permessi per poterle percorrere. Le telecamere del traffico verranno utilizzate per leggere le targhe dei veicoli e sanzionare quelli che non sono autorizzati (con diverse eccezioni).
Oltre all’iniziativa per combattere il traffico, il Consiglio comunale di Oxford ha adottato il concetto di “città dei 15 minuti“, che mira a rendere le diverse attività e servizi facilmente accessibili entro un raggio di 15 minuti a piedi o in bicicletta. Tuttavia, nel dicembre dello stesso anno, alcune teorie del complotto hanno iniziato a circolare riguardo tale modello. Queste teorie, amplificate sui social media, sostenevano che si trattasse di un sistema di sorveglianza finalizzato a limitare la mobilità delle persone. In risposta a tali voci, il consiglio di contea e il consiglio comunale di Oxford hanno rilasciato una dichiarazione congiunta per smentire queste accuse infondate. Tuttavia, a quel punto, le teorie del complotto avevano già preso piede.
Cos’è la “città dei 15 minuti”
La “città dei 15 minuti” è un concetto urbano residenziale sostenibile, in cui la maggior parte delle necessità quotidiane dei residenti può essere facilmente raggiunta entro un breve spostamento di 15 minuti da casa. Questo modello ha origini a Parigi ed è stato ideato dall’urbanista franco-colombiano Carlos Moreno.
Secondo il modello, entro un raggio di 15 minuti a piedi o in bicicletta, le persone dovrebbero essere in grado di accedere a tutte le componenti essenziali dell’esperienza urbana, tra cui lavoro, abitazione, alimentari, assistenza sanitaria, istruzione, cultura e svago.
Tuttavia, nel Regno Unito, i “Low Traffic Neighbourhoods” hanno suscitato controversie: i residenti sono preoccupati per l’impatto che tali misure potrebbero avere sul traffico, e temono che possano aumentare la congestione nelle strade circostanti.
Il lockdown climatico
Nel caso specifico di Oxford, la proposta della “città dei 15 minuti”, associata al piano di “filtraggio del traffico”, potrebbe erroneamente essere interpretata come un tentativo di confinare le persone nei loro quartieri. Tuttavia, come chiarito da Avni Gupta, ex responsabile delle comunicazioni della Contea di Oxford, in un fact ckecking condotto da Australia Associated Press, questi due progetti non sono correlati tra loro e nessuna proposta del Consiglio fa riferimento a restrizioni della libertà di movimento dei residenti.
Il concetto urbanistico della “città dei 15 minuti” si concentra sull’idea di rendere accessibili tutti i servizi essenziali entro un raggio di 15 minuti a piedi o in bicicletta, senza alcuna intenzione di limitare la mobilità delle persone. Allo stesso modo, il piano di “filtraggio del traffico” non avrà l’obiettivo di ostacolare la libera circolazione delle persone. Avni Gupta, sempre ad AAP, ha spiegato che i “filtri del traffico” “non sono progettati per impedire alle persone di guidare le proprie auto, ma per migliorare le modalità di spostamento alternative come il trasporto pubblico, gli spostamenti a piedi e in bicicletta“. Ha inoltre sottolineato che i residenti “non avranno bisogno di un permesso per uscire di casa o guidare l’automobile” e che non ci saranno alcune forme di “lockdown climatico“.


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