Tragedia sulle montagne del Trentino meridionale. Un uomo è morto dopo essere precipitato per circa 150 metri (inizialmente erano stati stimati 500 metri) dalla via ferrata Marangoni, che dall’abitato di Mori (Trento) sale al Monte Albano. Realizzata nel 1976 su una parete rocciosa sopra l’abitato di Mori, questa via ferrata è ritenuta tra le più difficili e impegnative di tutto l’arco alpino. Dalle prime informazioni, la vittima, un escursionista trentino del 1965, sarebbe caduta mentre stava affrontando l’ultimo tratto della via.
La chiamata al Numero unico per le emergenze è arrivata poco prima delle 13 da parte di un altro escursionista che, appena terminata la ferrata, ha visto la persona ultimare il tratto attrezzato e precipitare poco dopo dal sentiero nel vuoto. Dai primi riscontri dei Carabinieri, sembrerebbe che l’uomo non avesse l’attrezzatura necessaria per affrontare una via esposta come quella. La Centrale di Trentino Emergenza ha chiesto l’intervento dell’elicottero, mentre in piazzola si preparavano gli operatori della Stazione del Soccorso Alpino della Vallagarina. L’elicottero ha verricellato in parete il tecnico di elisoccorso con l’equipe sanitaria. La vittima era su una cengia in parete, circa 150 metri più a valle del sentiero soprastante. Il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.
Con una seconda rotazione, gli operatori della Stazione della Vallagarina del Soccorso Alpino sono stati elitrasportati in quota per le operazioni di recupero della salma. Una volta ottenuto il nullaosta delle autorità, il corpo dell’uomo è stato recuperato ed elitrasportata al campo sportivo di Mori, dove è stato affidata al carro funebre.


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