Domenica 22 ottobre, un traghetto si è incagliato al largo della costa meridionale svedese, provocando un grave danno ambientale in una zona protetta: a Horvik, sono finiti in mare circa 14.000 litri di carburante. Gli uccelli della zona sono i primi a essere colpiti, con circa 500 volatili che presentano segni di lesioni a causa del contatto con il petrolio. Sul luogo dell’incidente, sono intervenute associazioni di volontari che si stanno adoperando per ripulire la costa. Tra questi, Anders Borgman dell’associazione ‘Soccorso in caso di calamità – Uccelli e fauna selvatica’: “è una situazione deplorevole”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Tt. “Si tratta di una sofferenza terribile inflitta a gli animali e all’ambiente. Ora si comincia anche a capire l’entità del danno. Il lavoro richiederà molto tempo, non si tratta di settimane, ma di mesi”, ha aggiunto.
Nel frattempo, è stata aperta un’indagine per comprendere le cause dell’incidente e le condizioni in cui si trovava la nave Marco Polo prima di incagliarsi nella baia di Pukavik. Due membri dell’equipaggio sono accusati di aver operato in modo imprudente in mare. “Sussiste il sospetto che la nave non fosse nelle condizioni adeguate per essere in mare in queste circostanze“, ha dichiarato il procuratore Adrien Combier-Hog, intervistato dalla radio di servizio pubblico svedese, Sveriges Radio.







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