Arte, intelligenza artificiale e applicazioni mobili: le mille voci del clima chiamate a raccolta dal CMCC

Un panel d’eccezione nel panorama della comunicazione e dell’informazione sui cambiamenti climatici all'evento “Foresight Dialogues 2023. Il pianeta, il clima e le persone“
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Le principali sfide per il settore della comunicazione e sul ruolo dell’informazione nel sostenere la transizione climatica a partire dal sapere che emerge dalla scienza: “Foresight Dialogues 2023. Il pianeta, il clima e le persone“, organizzato il 16 novembre dalla Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici nel contesto dell’Earth Technology Expo presso la Fortezza da Basso a Firenze, ha visto esperti di rilievo a livello internazionale e i più innovativi progetti per comunicare la sfida del clima a confronto. L’evento ha concluso la seconda edizione del CMCC Climate Change Communication Award “Rebecca Ballestra”, l’iniziativa con cui il CMCC valorizza, premia e mette in rete le migliori iniziative di comunicazione sui cambiamenti climatici nel mondo.

Ha aperto l’evento un confronto sul tema della disinformazione con l’esperto australiano John Cook, Senior Research Fellow presso il Melbourne Centre for Behaviour Change dell’Università di Melbourne e professore al Center for Climate Change Communication. Con alle spalle studi in scienze cognitive, Cook è fondatore di Skeptical Science, il pluripremiato sito sulla disinformazione climatica, e autore di Cranky Uncle, un’app-gioco che allena il pensiero critico come antidoto alla disinformazione, tra i progetti selezionati per il CMCC Award 2023. Con la moderazione di Mauro Buonocore, direttore delle attività di comunicazione al CMCC, Cook ha dialogato con Paula Gori, Segretario Generale e Coordinatrice dello European Digital Media Observatory presso lo European University Institute, individuando le principali criticità che il mondo dell’informazione – dai media tradizionali ai social media – si trovano a fronteggiare quando si tratta di temi complessi come i cambiamenti climatici, e riflettendo sui contenuti e le tecniche che la ricerca più recente sul tema individua come validi per affrontarle, dall’utilizzo delle nuove tecnologie, compresi strumenti che utilizzano l’intelligenza artificiale per riconoscere le fake news, a applicazioni che, basate su scienze cognitive, utilizzando esperienze ludiche per rendere gli utilizzatori immuni dalla disinformazione.

In collegamento da Princeton, Karen Florini, Vice Presidente per lo Strategic Impact presso Climate Central ha portato l’attenzione sull’importanza della disponibilità di un flusso continuo di immagini e analisi puntuali e pronte all’uso per raggiungere in modo efficiente ed efficace il proprio pubblico, da parte dei professionisti della comunicazione – si tratti di media, organizzazioni non governative, amministrazioni, istituti scolastici o aziende. Florini ha condiviso gli strumenti all’avanguardia forniti da Climate Central a disposizione dei professionisti della comunicazione che utilizzano scienza, big data e tecnologia per generare storie locali, dal bollettino settimanale di Climate Matters, con contenuti grafici ad alto dettaglio geografico, al Climate Shift Index, che ogni giorno indica l’influenza del cambiamento climatico sulle temperature di 60,000 città.

Dall’informazione all’arte, in una narrazione multimediale Jeff Biggers, giornalista e scrittore americano, ha posto al centro pianificazione urbana rigenerativa e migrazione climatica, raccontando la straordinaria trasformazione di una città che diventa punto di riferimento per la resilienza climatica.

In rappresentanza della giuria del CMCC Award 2023, Jeff Biggers ha annunciato il progetto vincitore di questa edizione del concorso, distintosi tra quasi 200 progetti ammessi provenienti da tutto il mondo. E’ il progetto Faces of Climate Resilience, ideato e realizzato dal Council on Energy, Environment, and Water (CEEW), a vincere la seconda edizione del CMCC Award, mettendo in luce il lato umano della comunicazione del clima attraverso uno storytelling che racconta la resilienza locale in India, dando voce ai più vulnerabili e tenendo a distanza il catastrofismo.

Accanto alla voce di Milan George Jacob, Communications Specialist a CEEW e coordinatore del progetto, sono stati ospitati gli autori delle tre menzioni speciali, destinate al progetto Green Obsession di Stefano Boeri Architetti, al podcast Bello Mondo di Elisa Palazzi e Federico Taddia e al progetto di arte-scienza The Cooling Solution, realizzato dal team di ricerca ENERGYA, Gaia Squarci, Elementsix e Kublaiklan.

Il CMCC Award 2023

Il Climate Change Communication Award “Rebecca Ballestra” è il premio biennale organizzato dalla Fondazione CMCC nell’ambito della piattaforma globale che raccoglie e connette ad oggi più di 300 tra i migliori progetti dedicati a comunicare i cambiamenti climatici nel mondo.

L’iniziativa onora la memoria dell’artista Rebecca Ballestra, impegnata nel plasmare un futuro sostenibile e nel promuovere processi di trasformazione positivi nella scienza, nelle scienze umane, nell’economia, nell’ecologia e nell’arte, e che collaborò con la Fondazione CMCC in diverse iniziative culturali. Con questo premio, il CMCC ha voluto dare seguito alla visione dell’artista di “creare una piattaforma che riunisca diverse esperienze, condivida conoscenze e cerchi di trasformare veramente il nostro futuro”.

L’edizione 2023 del CMCC Climate Change Communication Award “Rebecca Ballestra” ha ricevuto il doppio di candidature rispetto all’edizione precedente tenutasi nel 2021, con 372 proposte da tutto il mondo. Tra i candidati, 183 progetti provenienti da 52 Paesi diversi sono stati ammessi al concorso: un insieme variegato di iniziative di comunicazione che offrono una panoramica completa delle ultime innovazioni del settore. Iniziative partecipative mettono in contatto il pubblico con i professionisti della comunicazione e valorizzano la conoscenza come risorsa per una transizione verde; l’arte diviene un mezzo per rappresentare i risultati più all’avanguardia delle scienze del clima, come le proiezioni dell’innalzamento del livello del medio mare, le tendenze dello scioglimento dei ghiacciai e gli impatti delle attività umane sui paesaggi. Nuove tecnologie, come la realtà virtuale, vengono impiegate per trasmettere un’immagine più chiara di come sarà il futuro del nostro pianeta. Dal locale al globale, dalla cima delle Alpi europee alle profondità dell’oceano Atlantico, si scoprono storie sul clima attraverso diverse tecniche di narrazione che catturano i sensi con immagini sorprendenti e contenuti originali.

Il progetto vincitore Faces of Climate Resilience

E’ il progetto Faces of Climate Resilience a vincere la seconda edizione del CMCC Climate Change Communication Award “Rebecca Ballestra”, un progetto che mette in luce il lato umano della comunicazione del clima attraverso lo storytelling.

Faces of Climate Resilience è una serie di 16 documentari brevi che dà voce agli abitanti di alcune delle regioni indiane più vulnerabili al clima che cambia. Il progetto mira a rendere i cambiamenti climatici più tangibili al di là dei dati, attraverso il racconto di esperienze dirette. L’attenzione si concentra su come gli individui e le comunità si adattino alla crisi climatica abbracciando soluzioni basate sulla natura e sulla saggezza tradizionale. Faces of Climate Resilience è stato ideato e realizzato dal Council on Energy, Environment, and Water (CEEW), uno dei principali istituti di ricerca politica no-profit dell’Asia, e si basa sulla conoscenza prodotta dall’istituto sul tema dei rischi climatici. E’ stato realizzato in collaborazione con India Climate Collaborative, Edelgive Foundation e Drokpa Films.

Il progetto, che riceve un premio in denaro di 5000 euro, è stato selezionato da una giuria internazionale composta da Carolina Aragon, Artista e Professoressa a UMass Amherst, Jeff Biggers, Autore e Fondatore di Climate Narrative Project, Mauro Buonocore, Direttore dell’ufficio Comunicazione e Media al CMCC, Fiona McDonald, Visual Anthropologist alla University of British Columbia e Giuseppe La Spada, Water Artist.

La giuria ha valutato i progetti candidati secondo criteri che includono il potenziale di innovazione, l’impatto, la capacità di raggiungere nuovi e ampi pubblici e l’affidabilità delle informazioni e dei dati forniti.

Faces of Climate Resilience veicola un potente messaggio di resilienza attraverso l’arte cinematografica, concentrandosi su alcune delle comunità più emarginate e delle aree vulnerabili ai cambiamenti climatici in India”, si legge nella nota della giuria. “Il progetto si distingue non solo perché contribuisce ad ampliare la nostra comprensione di come i cambiamenti climatici stiano colpendo tali comunità in prima linea, ma anche per la sua capacità di evidenziare il ruolo della conoscenza e dell’azione locali nel rafforzare la loro resilienza. Attraverso lo storytelling come approccio poetico, Faces of Climate Resilience umanizza la comunicazione sul clima nel vero spirito dell’opera di Rebecca Ballestra, in linea con il suo progetto Journey to Fragility, che enfatizzava gli aspetti ambientali e sociali dei cambiamenti climatici e analizzava gli interventi e le responsabilità umane nei confronti dell’ambiente naturale.”

Le storie includono un collettivo di donne in Odisha che ripiantano alberi lungo una costa soggetta a cicloni, un gruppo di giovani nella periferia di Mumbai che sensibilizza gli abitanti delle baraccopoli sui cambiamenti climatici, un gruppo di donne in Uttarakhand che collabora con i funzionari forestali locali nella lotta contro gli incendi boschivi, una stazione radio locale che trasmette messaggi di allerta precoce e programmi sulla preparazione ai disastri, una ONG che aiuta i pastori del Rajasthan ad adattarsi alle estati e agli inverni rigidi grazie a infrastrutture resilienti al clima e una città del Kerala che ha reso le proprie infrastrutture a prova di cambiamenti climatici dopo il verificarsi di disastrose alluvioni.

Il coordinatore del progetto Milan George Jacob, Communications Specialist a CEEW, ha affermato alla cerimonia di premiazione: “È un grande onore che Faces of Climate Resilience sia stato selezionato come progetto vincitore del CMCC Award “Rebecca Ballestra” 2023. La complessità della scienza che riguarda la crisi climatica ha bisogno di storie più vicine alle persone. La comunicazione sul clima ha anche bisogno di nuove narrazioni di speranza e di una maggiore attenzione verso le soluzioni. In questi 16 brevi documentari abbiamo cercato di coniugare questi due aspetti. Inoltre, mettendo in luce l’adattamento al clima che cambia del popolo indiano, il progetto ha voluto dare voce alle comunità in prima linea nella costruzione della resilienza climatica nel Sud del mondo. Spesso, la rilevanza della comunicazione passa in secondo piano nel discorso sulle scienze del clima: è necessario investire in un maggior numero di progetti di questo tipo per stimolare una più intensa partecipazione dei cittadini all’azione per il clima”.

Le menzioni speciali 

Accanto al progetto vincitore, la giuria ha assegnato una menzione speciale al progetto The Cooling Solution, dedicato a mostrare, in una sinergia tra fotografia e scienza, come persone con diversi background culturali e socioeconomici si adattino a condizioni di alta temperatura e umidità, in paesi temperati e tropicali. Il progetto, secondo la giuria, “merita un riconoscimento speciale per l’innovativo e avvincente mix di fotografia, narrazione e ricerca scientifica che racconta il circolo vizioso della dipendenza dall’aria condizionata e la molteplicità di esperienze umane legate all’impatto del calore a soluzioni di resilienza in Italia, Brasile, India e Indonesia, insieme ai metodi alternativi di raffrescamento, anche offerti dall’architettura tradizionale e all’avanguardia”.

“È un grande onore ricevere la menzione speciale della Giuria del Premio CMCC per la Comunicazione sui Cambiamenti Climatici “Rebecca Ballestra” 2023 per il nostro progetto The Cooling Solution” hanno affermato Enrica De Cian, Professoressa all’Università Ca’ Foscari Venezia e Jacopo Crimi, esperto di comunicazione scientifica a Elementsix. “Crediamo davvero nel potere trasformativo dell’arte e nella sua fusione con la scienza per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle pressanti sfide ambientali. Il successo di un progetto così complesso, che ha compreso una mostra fotografica, una pubblicazione cartacea e la versione digitale di un catalogo che ha unito fotografia, narrazione e risultati scientifici, è stato possibile solo grazie alla stretta sinergia tra collaboratori molto diversi e competenti: la supervisione scientifica del team di ricerca ENERGYA, la suggestiva fotografia di Gaia Squarci, l’attenta curatela e la grafica di Kublaiklan, e un attento coordinamento dell’intero lavoro da parte di Elementsix”.

All’evento sono state inoltre assegnate due menzioni speciali da parte del CMCC.

La prima, destinata al miglior progetto in lingua italiana, è stata assegnata al podcast “Bello Mondo” di Elisa Palazzi, Ricercatrice del CNR e docente all’Università di Torino, e Federico Taddia, Conduttore radiofonico, televisivo e Giornalista. Hanno affermato gli autori: “Ricevere questa menzione per noi è una bellissima sorpresa, una inattesa soddisfazione e un’ulteriore responsabilità. Abbiamo scelto, in questi anni, di esplorare tante facce della divulgazione, e di contaminare linguaggi e target per rendere la scienza davvero accessibile a tutti: questo riconoscimento è uno stimolo ulteriore a raccontare in ogni modo possibile un tema complesso e necessario come quello del clima e degli impatti – non solo negativi, ma anche in termini positivi e propositivi – che possono avere le azioni di noi donne e uomini abitanti di questo pianeta”.

La seconda menzione speciale del CMCC è stata assegnata al progetto Green Obsession, Trees Towards Cities, Humans Towards Forests di Stefano Boeri Architetti per la sua multidisciplinarietà e la capacità di connettere comunicazione e azione per lo sviluppo sostenibile. “Il verde offre straordinari benefici, aiuta a mitigare il calore urbano – rendendo le città più vivibili – e ad assorbire la CO2 e le polveri sottili, rendendo le città e i nostri polmoni più sani” ha affermato l’architetto e urbanista Stefano Boeri. “Per questo, da oltre 20 anni, lavoriamo per sviluppare idee e progetti volti a moltiplicare gli alberi e foreste nelle aree urbane. La nostra “Green Obsession” è un impegno progettuale e allo stesso tempo un’aspirazione che vorremmo condividere con chiunque guardi con coraggio e ottimismo al futuro delle nostre città e alla qualità di vita di tutti i cittadini”.

“Siamo molto felici del riconoscimento ricevuto, che premia la nostra attività ma anche il nostro impegno nell’ambito della ricerca e della comunicazione” ha aggiunto all’evento Maria Lucrezia de Marco, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione di Stefano Boeri Architetti. “In questi anni abbiamo lavorato per consolidare una rete internazionale di ricercatori, organizzazioni, istituzioni che condividono con noi l’obiettivo di implementare la forestazione urbana. Crediamo che lavorare sulla divulgazione e sulla condivisione sia un tema necessario per avere città migliori, da oggi e per tutti”.

Il CMCC Climate Change Communication Award “Rebecca Ballestra” è stato organizzato dalla Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici con il patrocinio dell’Università Ca’Foscari Venezia e del Consulat Honoraire de Monaco à Venise, in partnership con Earth Technology Expo.

Foresight Dialogues 2023. Il pianeta, il clima e le persone“ è stato condotto da Mauro BuonocoreAgnese Glauda e Alessandra Mazzai del CMCC.

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