Morte improvvisa: l’intelligenza artificiale svela chi è a rischio

L'intelligenza artificiale ha dimostrato una straordinaria precisione nell'identificare le persone a rischio

L’uso dell’intelligenza artificiale potrebbe rivoluzionare la previsione di morte improvvisa per arresto cardiaco. Un nuovo prototipo sviluppato da ricercatori francesi si basa su dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche di 25mila persone decedute improvvisamente e di 70mila persone ricoverate per arresto cardiaco a Parigi, in Francia, e a Seattle, nello Stato di Washington (USA). Questo innovativo approccio sarà presentato al meeting della American Heart Association’s Scientific Sessions 2023 a Philadelphia.

L’arresto cardiaco improvviso costituisce una percentuale significativa, tra il 10% e il 20%, di tutte le morti. La sua previsione è stata finora un compito arduo, poiché gli approcci convenzionali hanno fallito nel riconoscere le persone ad alto rischio. Come sottolinea Xavier Jouven del Centro di Ricerca Cardiovascolare di Parigi, Inserm U970-Università di Parigi, “abbiamo proposto un nuovo approccio che non si limita ai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, ma tiene conto di tutte le informazioni mediche disponibili nelle cartelle cliniche elettroniche al fine di stimare il rischio individuale di morte improvvisa“.

Sfruttando l’intelligenza artificiale per analizzare i dati del campione, i ricercatori hanno creato un profilo di rischio personalizzato per ciascuno dei partecipanti allo studio. Questi profili comprendevano dettagli medici specifici per ogni individuo, come il trattamento per l’ipertensione, la storia di malattie cardiache e anche disturbi mentali e comportamentali, tra cui l’abuso di alcol. L’analisi ha permesso di individuare i fattori più significativi che influenzano il rischio di arresto cardiaco improvviso.

L’intelligenza artificiale ha dimostrato una straordinaria precisione nell’identificare le persone con un rischio superiore al 90% di subire un arresto cardiaco improvviso, rappresentando più del 25% di tutti i casi di morte cardiaca improvvisa. Questo livello di accuratezza ha sorpreso persino i ricercatori. Jouven aggiunge: “Non ci aspettavamo di raggiungere un livello così elevato di precisione. Abbiamo anche scoperto che i fattori di rischio personalizzati variano notevolmente tra i partecipanti, spesso provenienti da diverse discipline mediche, come dati neurologici, psichiatrici, metabolici e cardiovascolari“.

L’idea chiave di questo metodo è che fornendo un elenco personalizzato di fattori di rischio, i pazienti possono collaborare con i loro medici per ridurre tali fattori di rischio e, alla fine, diminuire il pericolo di arresto cardiaco improvviso.