Al via Sirius-23, l’esperimento russo simula un anno nello Spazio

Sirius-23 segna il quarto test di questo tipo dal 2017

L’esperimento Sirius-23 è ufficialmente partito in Russia: si tratta di una simulazione di un anno di permanenza nello Spazio. Un team, composto da 6 membri (4 donne e 2 uomini), è entrato il 14 novembre in una struttura simile a una navetta spaziale presso l’Istituto per i problemi biomedici dell’Accademia Russa delle Scienze. Questo isolamento si protrarrà per 360 giorni, ricreando le condizioni di un viaggio nello Spazio profondo.

Sirius-23 segna il quarto test di questo tipo dal 2017, distinguendosi come il più lungo finora (il precedente nel 2021 è durato 240 giorni) e come il primo senza la partecipazione della NASA.

L’obiettivo primario di Sirius-23 è l’analisi dell’adattamento del corpo umano alle condizioni e agli effetti negativi derivanti dall’isolamento in un ambiente artificiale. Il programma include una simulazione di una missione lunare, coinvolgendo sorvoli sulla Luna per selezionare siti di atterraggio, atterraggi multipli con gruppi di 4 persone, e attività sulla superficie lunare sia manuali che tramite rover. Durante l’esperimento, si approfondiranno anche gli aspetti psicofisiologici delle attività svolte, compresa la reazione dei partecipanti a situazioni di emergenza, come malfunzionamenti tecnici con potenziali conseguenze gravi per la vita e la salute.

Un focus particolare sarà posto sull’analisi delle dinamiche sociali all’interno del gruppo misto, esaminando le interazioni tra uomini e donne durante l’isolamento. Saranno altresì studiati i problemi legati alle attività prolungate all’esterno del veicolo spaziale simulato, con particolare attenzione a sforzi fisici e lavoro notturno.