Cop28, Leonardo: il ruolo della tecnologia nella lotta climatica

Gli interventi chiave dell'incontro "Technology Driven Climate Action" di Leonardo

L’evento “Technology Driven Climate Action” di Leonardo, che si è tenuto oggi alla Cop28, nel Padiglione italiano, ha offerto un’importante piattaforma di comunicazione per le prospettive degli attori nell’ecosistema tecnologico. La sua finalità era evidenziare il ruolo fondamentale delle tecnologie digitali e spaziali nell’affrontare l’azione climatica a livello globale. Durante l’iniziativa, si è discusso ampiamente del ruolo chiave delle tecnologie digitali e spaziali nella mitigazione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici, come ha sottolineato Raffaella Luglini Chief Sustainability Officer – Leonardo, evidenziando la necessità di strategie climatiche che investano in strumenti efficienti per la raccolta, l’analisi e l’uso delle informazioni ambientali.

PMI: la chiave per la riduzione delle emissioni ci CO₂

Marco Frey, alla guida del Global Compact Network Italia, ha sottolineato, nel suo intervento l’importanza vitale delle piccole e medie imprese (PMI) nella lotta contro le emissioni globali di CO₂. “L’efficacia nel contrastare le emissioni di CO₂ a livello globale dipende in gran parte dalle PMI e dalla conoscenza associata a questo genere di impegno, nonché dalla capacità di misurare tali sforzi nel definire percorsi chiari. Attualmente, questo è l’aspetto predominante“, ha affermato Frey.

Il Global Compact Network, secondo Frey, svolge un ruolo significativo contribuendo a questa sfida attraverso le sue linee guida e l’analisi approfondita delle varie sfide all’interno del contesto del cambiamento sostenibile. “In questa prospettiva, risulta imperativo che le grandi aziende intraprendano sforzi significativi per estendere le normative relative alla dovuta diligenza lungo le catene di approvvigionamento, rappresentando un passo deciso verso la creazione di soluzioni concrete“, ha aggiunto.

Frey ha riconosciuto le peculiarità del contesto italiano per ciò che concerne le grandi aziende e le PMI. “Tuttavia, sussiste la possibilità di creare connessioni efficaci“, ha sottolineato. “È altresì noto che molte PMI possiedono una solida base di conoscenze, sebbene le condizioni per un progresso significativo si siano migliorate negli ultimi tre anni“.

Il presidente del Global Compact Network Italia ha condiviso il successo delle iniziative, tra cui la quarta azione nel campo del cambiamento sostenibile. “Abbiamo avuto l’opportunità di contribuire con successo a diverse iniziative, come ad esempio quelle promosse dalle nostre istituzioni italiane in questo campo. Condividiamo altresì alcune esperienze comuni, come la quarta azione in questo settore, volta a agevolare sconti sulle condizioni di miglioramento.”

“Stiamo facendo progressi reali?”

Pietro Bertazzi, Direttore globale dell’Coinvolgimento Politico e Affari Esteri presso il CDP, ha evidenziato una crescita significativa nella divulgazione e negli impegni da parte di numerose entità. “Abbiamo assistito a una crescita del 24% rispetto all’anno scorso e del 40% rispetto a due anni fa, con la partecipazione di 23.000 aziende che hanno divulgato le loro informazioni sulla nostra piattaforma.

Tuttavia, Bertazzi ha sollevato una domanda critica: “Nonostante gli sforzi, le emissioni continuano a crescere. Ciò pone una questione importante: stiamo facendo progressi reali?” Ha poi discusso degli impegni aziendali e dell’efficacia del finanziamento, riferendo di un gruppo di alti funzionari convocato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Parlando del ruolo della tecnologia, Bertazzi ha sottolineato: “C’è un notevole slancio, e credo che, come stiamo riscontrando nella divulgazione, ci sia molta enfasi sulla tecnologia.” Ha condiviso un esempio concreto: “Il CDP è relativamente di dimensioni medie… Con la crescita che stiamo vivendo, dobbiamo diventare un team di 200.000 persone. Quindi, ci serve la tecnologia.

Ha evidenziato la necessità di finanziamenti per consentire soluzioni tecnologiche, sottolineando: “Come ONG, è un po’ complicato a causa degli investimenti significativi.” Ha poi menzionato il recente rapporto del CDP sulle città, stati e regioni, dichiarando: “Abbiamo identificato che tutti i progetti infrastrutturali hanno bisogno di tecnologia e stanno mancando di finanziamenti pubblici.”

L’osservazione dello spazio per combattere il cambiamento climatico

Marco Ferrazzani, Consulente Legale Senior presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha introdotto la discussione sull’osservazione satellitare dallo spazio, sottolineando la sua prospettiva unica nel fornire misurazioni essenziali per comprendere i fatti esistenti, sia naturali che artificiali. Ferrazzani ha evidenziato come tali osservazioni siano cruciali per stabilire dati chiari e ha sottolineato: “Oltre alla segnalazione dall’alto verso il basso, dovuta alla reportificazione effettuata dai satelliti, si tratta di uno strumento molto potente in grado di esaminare diverse aree, come hai menzionato, localmente in città, nella regione e oltre.

Il consulente legale senior ha illustrato l’importanza dell’intelligenza artificiale e delle previsioni quando i dati giungono dal suolo, sottolineando come queste tecnologie siano fondamentali per analizzare le informazioni raccolte. Ha spiegato: “È qui che entra in gioco la logica di base dell’intelligenza artificiale e del machine learning, entrambi operanti anche a terra. Tutti questi elementi insieme producono i risultati ed è su questi dati che discutiamo delle emissioni di carbonio e di altre situazioni.

Ferrazzani ha presentato le missioni europee, dimostrando la capacità di osservare la situazione attuale, comprese le missioni meteorologiche e il sistema di osservazione Copernicus. Ha sottolineato: “Dopo le missioni scientifiche come quella che chiamiamo Earthwatch, l’obiettivo è andare a misurare cose nuove che non sono mai state misurate prima.” Ha poi fornito esempi concreti, evidenziando l’importanza della lunga serie storica di dati europei per comprendere l’evoluzione del clima.

Ferrazzani ha concluso sottolineando l’approccio dell’ESA più orientato all’utente, affermando: “Vogliamo coinvolgere la comunità degli utenti, che è la comunità delle persone artiche, la comunità degli agricoltori, gli oceanografi, la comunità del carbonio, ora è molto importante il metano. Abbiamo un satellite specifico per il monitoraggio del metano.”

Il percorso dell’innovazione sostenibile

In una partecipazione vibrante alla conferenza, Simone Ungaro, Chief Innovation Officer di Leonardo, ha esposto il ruolo centrale che l’azienda sta svolgendo nella lotta contro i cambiamenti climatici. Rappresentando il nostro paese in un contesto cruciale per il futuro del pianeta, Ungaro ha espresso il suo orgoglio nel far parte di un’organizzazione impegnata nella transizione tecnologica e sostenibile, in linea con le direttive della Commissione Europea.

Mi sono unito a Leonardo solo un paio di mesi fa ed è stato molto chiaro per me, grazie ai colleghi, quanto sia centrale il ruolo dell’ESG e, in questo caso, dei cambiamenti climatici nel nostro quadro strategico. A proposito, entrambi i nostri CEO, Roberto Cingolani e Alessandro Profumo, mi hanno nominato, e Roberto Cingolani è stato il precedente ministro dell’Ambiente, quindi potete capire quanto seriamente prendiamo questa questione. Non è solo una questione di conformità, è un impegno più profondo.

Digital Twin

Illustrando le iniziative concrete intraprese in questi primi mesi, Ungaro ha presentato il progetto ambizioso denominato “Digital Twin“. Questa iniziativa mira a potenziare l’implementazione digitale in tutta l’organizzazione, abbracciando ambiti cruciali come l’Intelligenza Artificiale, il gemello digitale, le tecnologie avanzate e l’elaborazione quantistica.

Questo progetto influenzerà l’intera organizzazione, dai laboratori dove la tecnologia è concepita, attraverso i diversi processi di Leonardo, fino ai prodotti finali. I quattro pilastri sono l’IA, il gemello digitale, le tecnologie digitali avanzate e l’elaborazione quantistica. Questo sta portando Leonardo verso una modellazione digitale che si traduce in minori emissioni e sostenibilità.

L’esempio di un supercomputer applicato agli elicotteri evidenzia il potenziale della tecnologia nel rendere più efficienti e sostenibili i prodotti di Leonardo. Attraverso l’analisi di enormi quantità di dati di volo, è stato possibile prevedere manutenzioni, migliorare l’efficienza dei velivoli in termini di consumo di carburante ed emissioni, e valutare la qualità delle manovre dei piloti per l’implementazione nei simulatori.

Aeolus

Affrontando la dimensione spaziale, Ungaro ha presentato il progetto “Aeolus“, una collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Questo progetto, basato su radar e laser, è progettato per rilevare riflessioni di particelle nell’aria, fornendo dati cruciali sulla velocità e direzione dei venti in diverse altitudini. Ha sottolineato l’importanza di questi dati nella modellazione dei cambiamenti climatici.

Questo progetto è una combinazione di radar e laser in grado di rilevare le riflessioni di particelle nell’aria. In poche parole, questa tecnologia può rilevare la velocità e la direzione dei venti da un’altitudine dal livello del mare fino a 30 chilometri. In termini di modellazione dei dati, è davvero importante perché fornisce informazioni fondamentali. Vengo dal mondo biomedico e pensavo che il mondo biomedico fosse avanzato nell’IA, ma quando ho esaminato i modelli di dati nello spazio, ho visto quanto siano avanzati e dobbiamo davvero migliorare perché alla fine sono lo strumento reale per comprendere e fare previsioni sui cambiamenti climatici.

Computazione quantistica

Quanto alla computazione quantistica, è un po’ la nostra punta di diamante. È uno strumento meraviglioso che potrebbe davvero cambiare l’andamento dei cambiamenti climatici in termini di modellazione, ma siamo ancora un po’ lontani dall’implementazione. Nel passaggio tra laboratorio e mercato, direi che siamo a metà strada, ma la prima fase è stata più semplice della seconda metà, poiché l’architettura, sia software che hardware, per mantenere la computazione quantistica implementabile è molto difficile. Ma ci stiamo arrivando e faremo progressi.” Ha spiegato Ungaro.

DAMAS

Ungaro ha concluso evidenziando la necessità di unire i settori, sottolineando il progetto DAMAS come esempio di collaborazione tra difesa, automotive e settore aerospaziale. Ha sottolineato l’urgente necessità di coinvolgere anche le piccole e medie imprese, definendole la spina dorsale del paese.

Parlerò probabilmente di DAMAS più avanti, ma vorrei dire solo un paio di frasi. Abbiamo bisogno di unità tra i settori, e qui sottolineo errori, difesa, automobilistico. Abbiamo lanciato questo progetto, ma dobbiamo assicurarci di utilizzare occasioni come questa per unire e utilizzare la tecnologia al meglio per i cambiamenti climatici. Ad esempio, abbiamo avviato questo progetto in collaborazione con Leonardo, Ferrari, Intensive Power, anche automotive e aerospace, per risolvere i problemi che stanno scendendo nella catena di approvvigionamento per le piccole e medie imprese. Il nostro ruolo dovrebbe essere non solo unire le aziende e i settori coinvolti nei cambiamenti climatici, ma assicurarci che anche le piccole e medie imprese, che rappresentano la vera vita e sono la spina dorsale del nostro paese, abbiano i mezzi per accedere alla tecnologia e cambiare.”