“Non posso dire che i Paesi insulari si sbagliano, perché chiaramente c’è una valutazione ideale e ce n’è una rispetto a un percorso che abbia un equilibrio e sociale. Di colpo non è possibile” uscire dai combustibili fossili “perché si creerebbero delle conseguenze economiche e sociali devastanti”. L’accordo della COP28 “è una mediazione tra 198 Paesi e non tutti possono essere completamente soddisfatti. È chiaro, tutti vorremmo svegliarci domani completamente decarbonizzati“. Lo ha detto il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a SkyTg24.
“La nostra economia – ha aggiunto Pichetto – non è pronta per uscire immediatamente da fossili. Noi abbiamo un programma di abbandono del carbone, del petrolio e di riduzione del gas, che è il fossile meno dannoso, che però va a scalare verso il 2050. Non è possibile nell’immediato”. “Anche Teresa Ribera (Ministro della transizione ecologica della Spagna, ndr), di cui ho molta stima – ha aggiunto – in Spagna continua ad andare avanti con i rigassificatori”.
Pichetto: “il ‘dopo’ è il nucleare”
“Il ‘dopo’ è il nucleare, chiaramente da fusione nel breve periodo e poi potrà essere quello da fissione che dà continuità. Ho insediato un gruppo di 50 esperti del nucleare, che riguarda enti e grandi imprese che lavorano sul nucleare, da Enea ad Ansaldo Energia e tutti dicono che si dovrebbe arrivare ad avere i primi prototipi di quarta generazione verso la fine di questo decennio”, ha continuato il Ministro. “Noi siamo nella condizione di triplicare le energie rinnovabili. Il nostro PNIEC ci fa fare tre volte e mezzo sul fotovoltaico, due volte e novanta sull’eolico. Questo non è un problema per l’Italia”.
“Fiducioso sulle rinnovabili”
“Sono molto fiducioso perché stiamo avendo una crescita sulle rinnovabili, la previsione per il 2023 è di 6 GW. Stiamo raggiungendo questi risultati a burocrazia quasi invalidata rispetto al passato. Con grande fatica sto portando avanti l’individuazione delle aree idonee“, ha detto ancora Pichetto. Nel 2021, in Italia, sono stati installati 1,4 gigawatt di rinnovabili, 3 nel 2022 e la previsione al 31 dicembre 2023 è, appunto, di 6 gigawatt, anche se l’obiettivo del governo era di 10. “Siamo lontani dal triplicare“, ammette Pichetto, ma “sono convinto che questa progressione debba salire”.
“La sfida delle rinnovabili e anche quella dell’eolico off shore. Nel decreto approvato la scorsa settimana è prevista l’individuazione di due porti, per attrezzare navi e creare banchine. Se pensiamo che una piattaforma potrebbe avere la necessità di 4mila tonnellate di acciaio, è qualcosa di colossale. Ci vanno almeno tre anni per farla, ma dopo tre anni si possono creare grandi campi di eolico in alto mare“, ha concluso Pichetto.


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