A quasi un anno dall’incidente aereo costato la vita a 72 persone in Nepal, i risultati di una commissione d’inchiesta governativa indicano che fu un errore dei piloti a causare lo schianto di un Atr72 operato dalla compagnia privata Yeti Airlines il 15 gennaio scorso. L’aereo precipitò poco prima dell’atterraggio a Pokhara, rinomata destinazione turistica sull’Himalaya, provocando la morte di tutte le persone a bordo, inclusi due bambini, quattro membri dell’equipaggio e 15 stranieri.
I piloti provocarono l’interruzione dell’energia elettrica all’interno dell’aereo. Secondo Didak Prasad Bastola, ingegnere aeronautico e membro della commissione d’inchiesta, a causa della carenza di procedure operative standard e della scarsa conoscenza del velivolo, i piloti avevano utilizzato le leve di comando che controllano l’energia invece di quelle dei deflettori delle ali. Un intervento, questo, che ha portato il motore a girare al minimo e a non produrre più spinta. L’aereo ha continuato a volare per 49 secondi prima di schiantarsi al suolo.
Si è trattato del peggior disastro aereo in Nepal dal 1992, quando un A300 della Pakistan International Airlines precipitò su una collina nei pressi di Katmandu, uccidendo tutte le 167 persone a bordo.


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