“Dopo oltre un decennio di blocco, nel 2011 ultima volta che se ne era parlato, c’era quasi un divieto a occuparsene. E anche alla stesura del Pniec c’era il dubbio se inserire o meno il nucleare. Come noto, io ero e sono favorevole. Dopo decenni di narrazione ci troviamo di fronte a un fatto, cioè che anche in seno all’opinione pubblica c’è presa di coscienza che aumenta di giorno in giorno“: è quanto ha affermato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, nel corso dell’evento “Il Nucleare italiano nel panorama internazionale ed europeo” organizzato da Ain (Associazione Italiana Nucleare) nel Teatro Eliseo di Roma. “Dobbiamo intervenire sulla decarbonizzazione, per arrivare al net-zero nel 2050 dobbiamo accelerare sulle rinnovabili. E già al 2030 ribaltare la condizione attuale, rispetto al rapporto fossili-rinnovabili. Alla Cop28 oltre a decidere di triplicare le rinnovabili si è deciso anche sul nucleare. Come governo, valuteremo la nostra partecipazione alla decisione di triplicare la produzione nucleare al 2050“.
“Siamo aperti a tutti gli obiettivi tecnologici per condizioni per diventare produttori di energia rinnovabile da fonte nucleare. Stiamo andando avanti come governo: con mission innovation, abbiamo stanziato 135 milioni per nucleare per ricerca sugli smr e tutto questo è una valutazione che viene fatta con Enea, coinvolge la piattaforma sul nucleare, suddivisa in gruppi e che inizia a lavorare. Collaboriamo anche con Edf, con Ansaldo Nucleare, con l’Ain, con Eni che lavora negli Usa“. “L’obiettivo è arrivare a autosufficienza produttiva a livello di Paese. Dobbiamo arrivare a poter dirlo al 2030“. “Deve esserci un messaggio chiaro e pulito sui vantaggi, le garanzie, l’impatto economico per l’utilizzo del nucleare di nuova generazione. Alcune stime che ho letto di recente parlano di 45 miliardi,” ha sottolineato il Ministro.


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