“28 dicembre 1908: l’alba di dolore sullo Stretto”: la ricostruzione dell’INGV a 115 anni dal terremoto di Messina

Dalle caratteristiche di sisma e maremoto agli effetti sul territorio fino ai soccorsi, la ricostruzione dell'INGV sul devastante terremoto del 1908 a Messina

“Alle 05:20 della mattina del 28 dicembre 1908 si verificò uno dei più forti terremoti del Mediterraneo: il sisma, di magnitudo 7.1, ebbe epicentro in mare e generò il maremoto più rovinoso di cui si ha memoria in Italia con effetti devastanti sulle coste della Sicilia orientale e il sud della Calabria”. Nel giorno del 115° anniversario del terremoto che distrusse Messina, il team di INGVterremoti pubblica sul proprio sito la story map “28 dicembre 1908: l’alba di dolore sullo Stretto”, strutturata in sei capitoli.

Le caratteristiche del terremoto

Si inizia con la descrizione delle caratteristiche principali del grande terremoto. “Nel primo capitolo vengono descritte le caratteristiche principali del grande terremoto che avvenne all’alba del 28 dicembre con un valore di magnitudo stimato pari a 7.1 secondo i dati risultanti dalle analisi delle registrazioni strumentali e delle stime macrosismiche. Il terremoto non arrivò del tutto inaspettato, poiché si verificò immediatamente a SO della regione colpita dall’importante sequenza sismica del 1783, in un settore che sismologicamente risulta tra i più attivi dell’intera penisola italiana”, scrive Maurizio Pignone (INGV-Osservatorio Nazionale Terremoti) nell’articolo pubblicato sul blog INGVterremoti che annuncia la story map.

Il maremoto

Il sisma ebbe epicentro in mare e generò il maremoto più rovinoso di cui si ha memoria in Italia con effetti devastanti sulle coste della Sicilia orientale e del sud della Calabria, descritto nel secondo capitolo della story maps. Le prime onde di maremoto si abbatterono sulle coste che affacciano sullo Stretto e raggiunsero la Sicilia orientale dopo circa 5-10 minuti dalla scossa principale, come è ben documentato nel video che simula la propagazione dello tsunami presente nella story maps”, si legge ancora.

Effetti su territorio e ambiente

Sono poi rappresentati gli effetti sul territorio e sull’ambiente del terremoto e del successivo maremoto. “Una mappa interattiva delle intensità macrosismiche (in gradi MCS) mostra i danni più gravi (equivalenti a effetti di XI e X grado della scala MCS) e la grande estensione dell’area di danneggiamento, circa 600km2. Infatti la scossa fu percepita dalle persone in un’area vastissima: nel Messinese l’area delle distruzioni pressoché totali fu ristretta al territorio del comune di Messina, in Calabria il terremoto ebbe effetti distruttivi in un’area molto più estesa di quella siciliana, comprendente tutto il versante occidentale del massiccio dell’Aspromonte”, spiega Pignone.

Dopo il disastro

La story maps nel capitolo successivo “Dopo il disastro” racconta alcune storie di cosa avvenne subito dopo il terremoto-maremoto, a partire dal lungo tragico silenzio che isolò per molte ore Messina e Reggio Calabria dal resto d’Italia. Il governo seppe con notevole ritardo quanto accaduto nell’area dello Stretto. Il primo messaggio fu spedito dal comandante della nave torpediniera “Spica” alle 14:50 del 28 dicembre, da Marina di Nicotera, in Calabria, la prima stazione telegrafica funzionante. Nel capitolo sono raccontati i primi soccorsi arrivati via mare da Catania e in particolare l’arrivo il 30 dicembre del Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena che durante quei terribili giorni divenne “l’Angelo della Carità”, prodigandosi instancabilmente per assistere i feriti agonizzanti”, spiega Pignone nell’approfondimento di INGVterremoti.

Alle operazioni di soccorso parteciparono numerose navi mercantili e navi da guerra della Gran Bretagna, della Francia, della Danimarca, della Germania, della Grecia, della Spagna, della Russia e degli Stati Uniti. L’intervento che più di ogni altro accese uno storico legame con la popolazione messinese fu quello di tre unità della squadra navale russa che offrirono l’aiuto dei loro equipaggi alla popolazione terremotata: proprio su questo intervento si concentra la parte finale di questo capitolo”, si legge.

Il contributo di poeti e scrittori

La story maps si conclude con la testimonianza di alcuni dei numerosissimi contributi di “Poeti e scrittori” che scrissero pagine accorate sul terremoto del 28 dicembre 1908 pubblicati sia in Italia che all’estero. Gli scritti coinvolgono ogni genere letterario, dal giornalismo d’autore alla narrativa, dalla breve testimonianza alla lirica, dalla memorialistica alla rievocazione, fino alla drammaturgia”, conclude Pignone.