Cos’è il piano Mattei: clima, energia e ambiente, una “nuova pagina di storia” per l’Italia in Africa

Iniziato a Roma lo storico vertice Italia-Africa: il governo guidato da Giorgia Meloni lancia il "piano Mattei" per il Continente africano

E’ iniziato questa mattina il vertice Italia-Africa che vede protagonista il nostro Paese per gli investimenti del “piano Mattei” voluto e ideato dal premier Giorgia Meloni per il continente africano. Nel suo discorso inaugurale al Senato, il Presidente del Consiglio ha detto che “un piano così ambizioso non potrà funzionare senza il coinvolgimento di tutto il sistema-Paese nel suo complesso, a partire dalla cooperazione allo sviluppo e dal settore privato che è fondamentale coinvolgere nella nostra strategia“. Usare l’energia come chiave di sviluppo significa, ha spiegato Meloni, “aiutare le nazioni africane interessate a produrre l’energia necessaria per le proprie esigenze e esportare in Europa la parte in eccesso“, che significa “mettere insieme due esigenze: quella africana di sviluppare questa produzione e generare ricchezza e quella europea di garantirsi nuove rotte di fornitura energetica“.

Il premier ha ricordato il progetto del Kenya per lo sviluppo dei biocarburantiche punta a coinvolgere circa 400mila agricoltori entro il 2027. Ma lo scambio – ha sottolineato – funziona se ci sono infrastrutture di connessione fra i due continenti. Lavoriamo da tempo insieme all’Ue, penso all’interconnessione elettrica Elmed con la Tunisia o al nuovo corridoio H2Sud per il trasporto dell’idrogeno all’Europa centrale passando per l’Italia“.

Il Piano Mattei per il clima e l’energia: l’Italia nuovo hub energetico d’Europa

L’ultimo pilastro, non per importanza, del Piano Mattei è connesso al nesso clima-energia e alle strutture collegate. Noi siamo stati sempre convinti che l’Italia abbia le carte in regola per diventare l’hub naturale di approvvigionamento energetico per l’intera Europa. E’ un obiettivo che possiamo raggiungere se usiamo l’energia come chiave di sviluppo per tutti” ha poi aggiunto il premier Giorgia Meloni al vertice Italia-Africa.

La naturale vocazione dell’Italia” è quella di essere “un ponte tra l’Africa e l’Europa, un ponte che noi italiani abbiamo il vantaggio di poter costruire non partendo da zero ma dalle solide fondamenta che molto tempo fa un grande italiano come Enrico Mattei, fondatore di Eni, ha avuto la lungimiranza di saper immaginare” ha proseguito il premier.

Il piano Mattei può contare su una dotazione iniziale di oltre 5,5 miliardi di euro: 3 miliardi sono destinati dal fondo italiano per il clima e il resto dal fondo cooperazione e sviluppo. Ma non basta: per questo coinvolgiamo le istituzioni finanziarie internazionali, le banche multilaterali di sviluppo, l’Unione Europea e altri stati donatori. Così come abbiamo intenzione di creare entro l’anno un nuovo strumento finanziario per agevolare insieme a Cassa depositi e prestiti gli investimenti del settore privato nei progetti del piano Mattei” ha aggiunto ancora Meloni in aula al Senato aprendo il vertice Italia-Africa.

Nel Piano Mattei “abbiamo scelto cinque grandi priorità di intervento: istruzione e formazione, salute, agricoltura, acqua ed energia. Abbiamo individuato per iniziare alcune nazioni africane suddivise nel quadrante sub-sahariano e in quello nordafricano con l’obiettivo di estendere progressivamente questa iniziativa seguendo una logica incrementale. Ma non si tratta di un piano concepito come una scatola chiusa da imporre e calare dall’alto, come dobbiamo dire è stato a volte fatto in passato, perché anche il metodo deve essere nuovo. Così il piano è pensato come una piattaforma programmatica aperta alla condivisione e alla collaborazione con le nazioni africane, sia nella fase di definizione sia in quella di attuazione dei singoli progetti. La condivisione è uno dei principi cardine del Piano Mattei. E in questa cornice i lavori di questo vertice saranno determinanti per arricchire il percorso” ha detto ancora il Presidente del Consiglio.

I progetti annunciati da Meloni oggi al vertice Italia-Africa

Nel suo intervento, Meloni ha illustrato alcuni progetti: “Puntiamo a realizzare un grande centro di eccellenza in Marocco per la formazione professionale sul tema delle energie rinnovabili“. Nell’ambito del Piano Mattei “intendiamo avviare, ad esempio, un progetto di monitoraggio satellitare sull’agricoltura in Algeria” mentre “in Mozambico siamo impegnati a costruire un Centro agroalimentare che valorizzi le eccellenze, le esportazioni dei prodotti locali“.

Dal Marocco al Kenya: i Paesi pilota e i primi progetti del Piano Mattei nel dettaglio

Il Piano Mattei per l’Africa, presentato dalla premier Giorgia Meloni al Senato in occasione del vertice Italia-Africa, è un piano di interventi strategici, concentrato su priorità di medio e lungo periodo. Perché, spiega il presidente del Consiglio, “occorre dire basta anche alla logica delle risorse spese in miriadi di micro interventi che non producono risultati significativi”. Cinque sono le grandi priorità di intervento: istruzione e formazione; salute; agricoltura; acqua ed energia. Sono state individuate, per iniziare, alcune nazioni africane, suddivise nel quadrante subsahariano e in quello nordafricano, con l’obiettivo di estendere progressivamente questa iniziativa seguendo una “logica incrementale“. Il premier ne cita alcune nel suo intervento di apertura dei lavori. In Marocco si realizzerà un “grande centro di eccellenza” per la formazione professionale sul tema delle energie rinnovabili. C’è in programma il rafforzamento dei legami tra il sistema scolastico italiano e quelli delle Nazioni africane. Una riqualificazione infrastrutturale delle scuole avverrà già nel 2024 in Tunisia, con la formazione e l’aggiornamento dei docenti e gli scambi di studenti e insegnanti. Sempre in Tunisia, si lavora al potenziamento delle stazioni di depurazione delle acque non convenzionali per irrigare un’area di otto mila ettari e creare un centro di formazione dedicato al settore agroalimentare. In Costa d’Avorio l’obiettivo è migliorare l’accessibilità e la qualità dei servizi primari di cura, con un’attenzione particolare ai più piccoli, alle mamme e alle persone più fragili. Sarà poi avviato in Algeria un progetto di monitoraggio satellitare sull’agricoltura, mentre in Mozambico sarà costruito un centro agroalimentare per valorizzare le eccellenze e le esportazioni dei prodotti locali. In Egitto si prevede di sostenere, in un’area a 200 km da Alessandria, la produzione di grano, soia, mais e girasole con investimenti in macchinari, sementi, tecnologie e nuovi metodi di coltivazione, oltre ad accompagnare la formazione professionale. Nella Repubblica del Congo, c’è l’impegno alla costruzione di pozzi e reti di distribuzione dell’acqua soprattutto a fini agricoli, alimentati esclusivamente da energia rinnovabile. In Etiopia si avvierà il recupero ambientale di alcune aree e il risanamento delle acque, anche attraverso la formazione e il sostegno tecnico alle Università locali. In ambito energetico, tra le iniziative la premier ricorda quella in Kenya dedicata allo sviluppo della filiera dei biocarburanti, che punta a coinvolgere fino a circa 400 mila agricoltori entro il 2027. “Questo scambio funziona se ci sono anche infrastrutture di connessione tra i due continenti”, ricorda Meloni, che cita l’interconnessione elettrica ELMED tra Italia e Tunisia e il Corridoio H2 Sud per il trasporto dell’idrogeno dal Nord Africa all’Europa centrale passando per l’Italia.

Vertice Italia-Africa, i rapporti tra il nostro Paese e l’Egitto

Negli ultimi anni la presenza delle attività industriali e commerciali italiane in Egitto si è consolidata, con aziende che operano sia nel settore dell’energia sia nei comparti tessile, alimentare, delle costruzioni e bancario attraverso investimenti diretti o partecipando ai grandi progetti di sviluppo attuati dalle autorità egiziane. Si tratta di temi centrali nell’agenda del vertice Italia-Africa in corso in Senato focalizzato su sanità; acqua e igiene; agricoltura; energia; infrastrutture. L’export italiano verso l’Egitto ogni anno – dati 2022 dell’Osservatorio Mercati Esteri della Farnesina – vale oltre 3,7 miliardi mentre l’import italiano dal Paese nordafricano si aggira attorno ai 3,1 miliardi. Questo nonostante Egitto stia attraversando una lunga fase di crisi economica che rischia di far sprofondare il paese in una spirale di inflazione e indebitamento, a cui si somma l’instabilità alla frontiera sud con il Sudan. A dicembre scorso alcune imprese italiane del settore alimentare hanno incontrato al Cairo il premier egiziano Mostafa Madbouly per discutere del reciproco interesse dei due Paesi nei settori della bonifica dei terreni, delle colture e dell’industrializzazione agricola. Bonifiche Ferraresi, attraverso BF International, ha siglato un progetto caratterizzato da una piena integrazione di filiera, dall’applicazione di tecniche agronomiche a basso impatto ambientale, da attività di trasferimento tecnologico e formazione ai partner e agli agricoltori egiziani coinvolti. Il progetto verrà realizzato per il tramite di una joint venture tra BF International e la società locale Mostaqbal Masr, e interesserà un sito di 15.000 ettari nella regione di Dabaa.

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