Nel cuore della Tasmania, un delicato equilibrio ecologico è in pericolo a causa della devastante malattia trasmissibile che sta colpendo il diavolo della Tasmania, una specie predatrice di alto livello. Tuttavia, il recente studio condotto da Andrew Storfer e il suo team, pubblicato su Nature Ecology & Evolution, non solo rivela il drammatico declino del diavolo della Tasmania a causa del tumore facciale trasmissibile (DFTD), ma affronta anche le implicazioni profonde che questo declino ha sulle dinamiche genetiche e comportamentali di un predatore subordinato, il quoll dal codino macchiato.
Le diminuzioni delle popolazioni dei predatori di alto livello stanno diventando un fenomeno globale, con conseguenze ecologiche che si estendono ben oltre le specie direttamente coinvolte. Uno degli effetti è la riduzione della competizione tra predatori e l’incremento dell’attività dei predatori di livello medio, noti come mesopredatori. Nel caso della Tasmania, la malattia trasmissibile del tumore facciale del diavolo ha causato un declino significativo nella popolazione di diavoli della Tasmania, creando un vuoto ecologico con impatti ancora poco compresi.
La genomica del paesaggio comunitario
L’approccio innovativo della “genomica del paesaggio comunitario” adottato dagli scienziati ha permesso loro di scrutare il DNA di 345 quoll nel corso di 15 generazioni, rivelando connessioni sorprendenti tra la genetica evolutiva del quoll e il declino del diavolo della Tasmania.
Le analisi genetiche hanno evidenziato che i quoll in aree con simile prevalenza di DFTD erano geneticamente più simili tra loro rispetto a quelli in aree con diverse prevalenze della malattia e densità di popolazione di diavoli della Tasmania. Questa scoperta solleva interrogativi intriganti sulla dispersione selettiva e sulla possibile selezione contro gli individui provenienti da ambienti diversi, delineando un quadro evolutivo complesso e dinamico.
Ma la storia va oltre il solo aspetto genetico. Gli scienziati hanno identificato prove di diminuzione del flusso genico e aumento della struttura della popolazione nei quoll in generale, suggerendo che la riduzione della competizione potrebbe avere un impatto significativo sulla struttura genetica e comportamentale di questa specie predatrice subordinata.
Geni associati allo sviluppo muscolare
Ancora più intrigante, le prove di selezione genetica su geni associati allo sviluppo muscolare, alla locomozione e al comportamento alimentare, strettamente correlati alle differenze nella prevalenza della DFTD e nelle densità di popolazione di diavoli della Tasmania, aprono la porta a nuove riflessioni sulla competizione tra quoll e diavoli. Questo suggerisce che quando diminuiscono i numeri di diavoli, le caratteristiche genetiche coinvolte nella competizione tra le due specie subiscono variazioni selettive.
Il lavoro di Storfer e del suo team non solo offre uno sguardo approfondito sulla situazione ecologica critica in Tasmania, ma pone anche le basi per un approfondimento della comprensione delle interazioni complesse tra le specie in risposta ai cambiamenti globali nei predatori. La “genomica del paesaggio comunitario” emerge come uno strumento potente per sondare le conseguenze evolutive delle declinazioni globali dei predatori, gettando nuova luce su come gli ecosistemi possano adattarsi e reagire di fronte alle sfide che li minacciano.


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