Emissioni di gas a Vulcano: un “naso” elettronico vigila sulla sicurezza delle persone

nose4.0, l’innovativo ecosistema per la qualità dell’aria indoor, è stato installato sull’isola per prevenire il rischio da esalazioni dal sottosuolo nelle abitazioni dei residenti
MeteoWeb

Nei mesi scorsi l’isola di Vulcano è balzata agli onori delle cronache per le pericolose esalazioni di gas che hanno portato a disagi, allarmi e ordinanze restrittive. Per contrastare e monitorare questi rischi il sistema nose4.0, brevettato da befreest, start up innovativa che produce sistemi intelligenti per migliorare la qualità dell’aria indoor e ridurre i rischi di aggressione di agenti inquinanti negli ambienti chiusi, è stato installato in 40 abitazioni per monitorare le esalazioni di CO2 (anidride carbonica) e di H2S (acido solfidrico o idrogeno solforato), provenienti dal sottosuolo dell’area sottostante il cono vulcanico, che possono produrre grande pericolo per la salute delle persone che abitano o villeggiano sull’isola.

Attraverso il monitoraggio costante, i dispositivi, tarati all’occorrenza, segnalano con un luce colorata ed un allarme sonoro la situazione di pericolo nel momento in cui si presenta con assoluta tempestività.

Allo stesso tempo il Cloud di befreest invia email di alert alle centrali operative di Protezione Civile, Regione Sicilia, Arpa Sicilia, INGV, Vigili del Fuoco, Enti locali, 118. Tutti i dati raccolti, conservati nel cloud di befreest e nei server di Arpa Sicilia, soggetto attuatore del progetto, saranno successivamente utilizzati per ulteriori valutazioni.

L’applicazione del sistema nose4.0 sta consentendo di raccogliere dati di importanza vitale per la popolazione dell’isola di Vulcano ma allo stesso temo, grazie alla sua versatilità, è utilizzato per informare tempestivamente la popolazione di Vulcano dei rischi legati alle esalazioni nocive provenienti dal sottosuolo dell’isola vulcanica.

L’applicazione di questa soluzione è stata resa possibile grazie allo sviluppo della board LTE di befreest che consente di comunicare con il cloud in maniera autonoma con il supporto di sole reti dati cellulari 4G.

“Il lavoro è stato estremamente complesso e molto sfidante. Si è trattato di applicare il nostro ecosistema nose4.0 ad una situazione di potenziale emergenza. Siamo arrivati a questa sfida estremamente preparati in quanto il nostro ecosistema nasce per dare risposte tempestive al problema dell’inquinamento indoor attraverso un controllo in real time dei sistemi di ventilazione meccanizzati gestiti attraverso l’elaborazione dei dati provenienti dai nostri sensori. Poter essere di supporto alla protezione in larga scala della popolazione è sempre stata la nostra missione e questo progetto ci ha permesso di metter in pratica, in un ambito di estrema vulnerabilità, l’idea per cui siamo nati- spiega Fabio Cerino, CEO e founder di Befreest”.

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