Il Collasso Romano: quando clima e pandemie fecero cadere un impero

Questa ricerca apre nuove prospettive sulla comprensione dei legami tra clima, malattie e l'ascesa e caduta dell'Impero Romano
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Per gli appassionati di storia che amano meditare sull’ascesa e la caduta dell’Impero Romano, un nuovo studio pubblicato su Science Advances rivela una connessione sorprendente tra il cambiamento climatico antico e le epidemie. Stando a quanto riferito dallo storico Kyle Harper e il suo team il 26 gennaio, periodi di temperature più fredde e diminuzioni delle precipitazioni hanno coinciso con tre pandemie che hanno colpito l’Impero Romano.

La Peste Giustinianea

Le ragioni di questa stretta associazione tra fasi climatiche avverse e focolai di malattie sono ancora avvolte nel mistero, ma le scoperte, basate su ricostruzioni climatiche dal 200 a.C. al 600 d.C., suggeriscono che lo stress climatico potrebbe aver contribuito alla diffusione e alla gravità delle epidemie. Secondo Harper, che lavora presso l’Università dell’Oklahoma a Norman, queste nuove evidenze rafforzano la sua precedente teoria che la Prima Pandemia della Peste, nota anche come Peste Giustinianea, insieme al declino delle temperature globali, abbia contribuito al declino dell’Impero Romano.

Studiare i dinoflagellati

Il nuovo studio, che si basa su una metodologia insolita per la ricostruzione del clima antico, ha coinvolto il lavoro della paleontologa marina Karin Zonneveld e del suo team. Utilizzando campioni di dinoflagellati fossili provenienti dal Golfo di Taranto nel sud Italia, il gruppo ha tracciato i cambiamenti climatici dall’analisi della composizione di queste alghe unicellulari.

I dinoflagellati, che abitano la parte illuminata del mare, assumono forme caratteristiche in tarda estate e autunno prima di depositarsi sul fondale oceanico. Sfruttando questa caratteristica, Zonneveld e il suo team sono stati in grado di stimare le temperature estive e autunnali nell’Italia meridionale durante l’Impero Romano.

Il Periodo Caldo Romano

L’analisi dei dinoflagellati ha rivelato che un clima caldo e stabile con precipitazioni regolari caratterizzava il periodo tra il 200 a.C. e il 100 d.C., noto come il Periodo Caldo Romano, coincidente con una fase di stabilità politica e sociale per l’Impero Romano. In seguito, fasi di condizioni sempre più fredde e secche hanno preceduto o coinciso con tre pandemie: la Peste Antonina, la Peste di Cipriano e la Peste Giustinianea.

Cambiamenti climatici e Pandemie nell’Antica Roma

Nonostante la chiara associazione tra cambiamenti climatici e pandemie, rimane aperta la questione su come questi fattori abbiano influito sulla diffusione delle malattie nell’antica Roma. Il team di Zonneveld ammette che, nonostante le preziose informazioni climatiche fornite dallo studio, rimangono ancora molti interrogativi su come temperature e precipitazioni abbiano potuto favorire la diffusione di agenti patogeni.

Intrigante è anche la possibilità sollevata dallo studio che autunni più freschi e secchi potrebbero aver ridotto i casi di malaria. Questo potrebbe essere stato dovuto all’indebolimento o alla morte delle zanzare sensibili alla temperatura, trasmettitori regolari di questa pericolosa malattia nel sud Italia.

Nonostante le incertezze e i misteri rimasti irrisolti, questa ricerca apre nuove prospettive sulla comprensione dei legami tra clima, malattie e l’ascesa e caduta dell’Impero Romano, regalando un affascinante viaggio nel passato che continua a svelare i segreti nascosti nelle profondità del tempo.

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