La Norvegia autorizza le esplorazioni minerarie nell’Artico: proteste degli ambientalisti

Via libera ad un piano del governo norvegese per aprire parti dei suoi fondali marini, principalmente nell'Artico, all'esplorazione mineraria
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La Norvegia, il più grande produttore di petrolio e gas dell’Europa occidentale, è ora destinata a diventare anche uno dei primi Paesi a esplorare i fondali oceanici alla ricerca di minerali cruciali per la tecnologia delle energie rinnovabili. Il parlamento norvegese, infatti, ha dato il via libera ad un piano del governo per aprire parti dei suoi fondali marini all’esplorazione mineraria, nonostante le proteste degli attivisti e gli avvertimenti degli scienziati sui rischi per l’impatto ambientale. La proposta di aprire gradualmente un’area di 280.000 chilometri quadrati, principalmente nell’Artico, è stata approvata con 80 voti a favore e 20 contrari.

L’estrazione mineraria in acque profonde è controversa a causa del suo potenziale impatto sugli ecosistemi marini vulnerabili. Diversi Paesi, tra cui Francia e Regno Unito, hanno chiesto una moratoria su questo tipo di attività. Un piccolo gruppo di manifestanti si era radunato davanti al parlamento norvegese esponendo striscioni con la scritta “Stop all’estrazione mineraria in acque profonde” e “La Norvegia protegga i nostri oceani”. Ma il piano norvegese sottolinea che le “considerazioni ambientali” saranno prese in considerazione in tutte le fasi del processo e che “l’estrazione sarà autorizzata solo se il piano di chi otterrà la licenza dimostrerà che potrà avvenire in modo sostenibile e responsabile“.

A dicembre, il governo di coalizione di minoranza guidato dai laburisti aveva raggiunto un accordo con l’opposizione sull’estrazione mineraria dei fondali marini del Paese nella regione artica.

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