Scoperta spina dorsale dei circuiti cerebrali: comune a ogni specie

In tutte le specie, la funzione cerebrale si basa su un'intricata rete di connessioni
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Nel cervello c’è un elemento universale che è comune a tutte le specie: il principio che regola le connessioni più importanti e più forti tra i neuroni, la cosiddetta “spina dorsale” dei circuiti che consente agli organismi di pensare, apprendere, comunicare e muoversi, sembra infatti essere lo stesso per tutti. Lo ha scoperto uno studio pubblicato sulla rivista Nature Physics e guidato dall’Università della Città di New York, che potrebbe fornire un importante punto di partenza per capire meglio come è organizzato e come funziona il cervello anche negli esseri umani.

In tutte le specie, la funzione cerebrale si basa su un’intricata rete di connessioni che consente ai neuroni di scambiarsi informazioni. Ma all’interno di queste reti, un piccolo numero di neuroni condivide connessioni molto più forti rispetto alle altre. “Per comprendere questo fenomeno si può fare il paragone con la nostra rete sociale“, spiega Christopher Lynn, che ha guidato lo studio: “Alcuni legami, come quelli con i nostri migliori amici e con i famigliari, sono molto più forti degli altri e rivestono quindi un ruolo più importante all’interno della rete. Fino a poco tempo fa – dice Lynnnon avevamo modo di individuare il meccanismo attraverso il quale queste rare connessioni si formano, ma gli ultimi progressi ci consentono ora di dare uno sguardo“.

I ricercatori hanno analizzato un’ampia mole di dati liberamente accessibili relativi alle strutture neurali di moscerini della frutta, topi e due specie di vermi, mettendoli a confronto alla ricerca di somiglianze e differenze. Hanno così scoperto che l’organizzazione di base deriva da principi generali comuni a tutte le specie: i neuroni che solitamente si attivano contemporaneamente tendono a formare tra loro connessioni più strette, anche se gioca un ruolo importante anche il caso, che bilancia la crescita eccessiva di questi forti legami.

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