Il 3 febbraio 1998 l’incidente della funivia del Cermis

La tragedia del Cermis rimane una ferita profonda nella memoria della comunità
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Il 3 febbraio 1998, un tragico incidente sconvolse le Dolomiti trentine: un aereo militare statunitense Grumman EA-6B Prowler, volando a bassa quota, tranciò i cavi della funivia del Cermis, vicino alla stazione sciistica di Cavalese. La cabina, con a bordo 19 turisti e il manovratore, precipitò da un’altezza di circa 150 metri, uccidendo tutti i presenti.

La dinamica dell’incidente della funivia del Cermis

Erano circa le 15:12 quando il velivolo, impegnato in un’esercitazione NATO, si avvicinò alle montagne trentine. Secondo le ricostruzioni, l’aereo stava volando a una quota inferiore a quella minima di sicurezza, circa 200 metri anziché 600. L’impatto con la fune della funivia fu fatale: la cabina si staccò e precipitò nel vuoto, non lasciò scampo ai suoi occupanti.

Le vittime

Nella tragedia del Cermis persero la vita 20 persone: 19 turisti provenienti da diverse nazionalità (Germania, Belgio, Polonia, Austria e Olanda) e il manovratore della funivia, trentino di 32 anni.

Le conseguenze

L’incidente del Cermis suscitò grande indignazione in Italia e all’estero. Le famiglie delle vittime chiesero giustizia e si mossero per ottenere un risarcimento danni. La vicenda giudiziaria si concluse nel 2009 con la condanna da parte della Corte di Cassazione di quattro piloti americani a risarcire i danni alle famiglie delle vittime.

La memoria

La tragedia del Cermis rimane una ferita profonda nella memoria della comunità trentina. Ogni anno, il 3 febbraio, si commemora l’anniversario con una cerimonia ufficiale in ricordo delle vittime.

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