Clima, il fallimento della tassa sul carbonio: la disastrosa esperienza del Canada

Il caso del Canada relativo alla tassa sul carbonio: “non riesce a ridurre le emissioni e allo stesso tempo fa aumentare l'inflazione”
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Numerosi accademici ed economisti sostengono la tassa sul carbonio (carbon tax) come “la soluzione” al cambiamento climatico, ma Friends of Science Society la chiama “CarbonTax – a-philia: amore innaturale per le tasse sul carbonio senza motivo”. Friends of Science Society è gruppo indipendente di ingegneri e scienziati della terra, dell’atmosfera e del sole, che da 20 anni fornisce approfondimenti sulla scienza del clima.

Un ampio gruppo di filantropi verdi, guidati per la maggior parte da ClimateWorks, lavora attivamente da decenni per stabilire sistemi globali di cap and trade”, ossia un metodo che consiste nella determinazione di un tetto massimo di emissioni nocive consentite in capo a determinati settori produttivi e che consente ai soggetti onerati di commerciare le quote assegnate. “Queste filantropie miliardarie hanno finanziato enti ambientalisti (ENGO) come rappresentanti della loro causa; un fenomeno simile opera in Canada, come riportato il 23 dicembre 2023 da Philanthropic Foundations Canada sul ruolo della Trottier Family Foundation alla COP28, spingendo in particolare per un tetto alla produzione di petrolio e gas dell’Alberta”, sottolineano gli esperti di Friends of Science Society, che evidenziano come “la confluenza di Big Philanthropy e Big ENGO che guidano le politiche climatiche ed energetiche costituisce una vasta influenza senza responsabilità”.

“Il principio di una tassa sul carbonio si basa sull’affermazione che il presunto “inquinamento” delle emissioni di gas serra, in particolare quelle dell’anidride carbonica, è il principale motore del riscaldamento globale. Imponendo una tassa sulle emissioni, l’aumento dei costi e degli oneri per i consumatori o per l’industria li costringerà a scegliere alternative “più pulite” – almeno questa è la teoria Pigouviana”, dice Friends of Science Society, affermando che “la tassa sul carbonio semplicemente non è giusta”.

Tassa sul carbonio: il caso del Canada

Per mitigare l’onere dei prezzi a carico dei piccoli, viene offerto una “riduzione”. Come riportato dal Western Standard il 20 febbraio 2024, quando la provincia del Saskatchewan ha rifiutato di riscuotere la tassa sul carbonio imposta a livello federale sul riscaldamento domestico, l’inflazione è scesa dell’1%”, evidenzia Friends of Science Society, facendo l’esempio della provincia canadese.

L’economista energetico Robert Lyman ha sottolineato che il Canada, come la maggior parte delle nazioni occidentali, ha strati di legislazione, incentivi, sussidi e sanzioni sui gas serra che sono così intrecciati che è impossibile misurare quali, se del caso, riducono le emissioni. Il Ministro canadese dell’Ambiente Stephen Guilbeault ha dichiarato alla Camera dei Comuni il 29 gennaio 2024 che “il governo non misura la quantità annuale di emissioni direttamente ridotte dalla tassazione federale del carbonio”.

Friends of Science Society afferma che “l’esperienza canadese con la tassa sul carbonio e le riduzioni mostra che il metodo non riesce a ridurre le emissioni e allo stesso tempo fa aumentare l’inflazione. Le tasse sul carbonio causano povertà dovuta a “riscaldarsi o mangiare” e hanno creato una crisi dei prezzi alimentari”.

Secondo Friends of Science Society, “l’uso improprio dello scenario non plausibile, RCP 8.5, utilizzato dall’Ufficio del soprintendente delle istituzioni finanziarie (OSFI), dalla Banca del Canada (BoC) e dalla Banca dei regolamenti internazionali (BIS), etichettato erroneamente come proiezione “business as usual” continua a guidare le politiche pubbliche basate sul timore di un’emergenza climatica”. Come spiegato in una lettera aperta su questa discrepanza inviata da Friends of Science Society all’OSFI e alla BoC, la Dottoressa Judith Curry ha testimoniato al Senato degli Stati Uniti che RCP 8.5 è stato abbandonato alla COP26 di Glasgow a favore del più realistico SSP2-RCP4.5. Il Dott. Roger Pielke Jr. ha sottolineato che l’UNFCCC ha dimostrato che le emissioni attuali sono inferiori al livello SSP2-RCP 4.5.

La rete CLINTEL di quasi 1900 scienziati e studiosi afferma che non c’è emergenza climatica. “Abbiamo tempo. Pertanto, non è necessaria alcuna tassa sul carbonio”, conclude Friends of Science Society.

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