L’orso Sonny (M90) giustiziato a tempo record, LNDC Animal Protection denuncia Fugatti

Sonny era stato giudicato “problematico” su basi che LNDC Animal Protection considera pretestuose e illogiche
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È evidente che era già tutto pronto per l’esecuzione di Sonny, l’orso conosciuto anche come M90. Il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha emesso alle 10 di mattina il decreto con cui ordinava il “prelievo tramite uccisione” del plantigrado e solo poche ore dopo Sonny è stato freddato“: è quanto afferma in una nota LNDC Animal Protection, che era pronta a depositare il ricorso al TAR contro questo ennesimo decreto, come aveva fatto in precedenza per tutte le altre misure di questo tipo ottenendo sempre risultati positivi. Ma in questo caso non c’è stato il tempo materiale, “perché chiaramente era già tutto organizzato per uccidere l’orso in tempi record grazie anche al fatto che potevano rintracciarlo rapidamente essendo radiocollarato“, spiega la nota.

Quello che sta avvenendo in Trentino ormai da troppo tempo è davvero vergognoso e inaccettabile”, commenta Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection. “La cosa grave è che lo sceriffo Fugatti si sente legittimato e può continuare a uccidere indisturbato perché dalla sua parte ha l’appoggio, più o meno esplicito, di un Governo nazionale compiacente e nemico degli animali. Da anni ormai combattiamo contro queste ordinanze e decreti della PAT e nella maggior parte dei casi TAR e Consiglio di Stato ci danno ragione, eppure non c’è nessun segnale di cambiamento nella politica di questa amministrazione e di questo Governo. Anzi, dal Governo nazionale arrivano continuamente bordate contro la fauna selvatica da più parti, con tentativi di modificare la legge sulla caccia dando ancora più libertà e potere ai cacciatori”.

Sonny è stato ucciso “perché è entrato alcune volte nei centri abitati, cosa che per esempio in Abruzzo succede continuamente, e un paio di volte avrebbe seguito delle persone senza però mettere in atto alcun tipo di attacco“, prosegue la nota. “Per questo è stato giudicato “problematico” e per questo è stato ucciso a tempo record. Il paradosso è che, nel decreto, viene sostenuto che la telenarcosi non è una soluzione praticabile perché bisognerebbe stare a una distanza di massimo 15 metri dall’animale, mentre i racconti degli “inseguimenti” dicono che Sonny si sarebbe mantenuto a una distanza di circa 10 metri dalle persone senza attaccare“.

Se Sonny è rimasto a una distanza di 10 metri dalle persone senza mostrarsi realmente pericoloso, la logica farebbe pensare che sparargli un narcotico da 15 metri non avrebbe costituito un pericolo per gli operatori. Ma è chiaro che la logica non è ciò che muove la politica di Fugatti, ma solo la sete di sangue. I ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato non bastano più. È arrivato il momento di denunciare Maurizio Fugatti per uccisione di animali ed è esattamente quello che abbiamo intenzione di fare. È ora di dire basta”, conclude Rosati.

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