Oggi un satellite dell’Agenzia Spaziale Europea rientrerà e brucerà in gran parte nell’atmosfera terrestre. Lo Space Debris Office dell’ESA, insieme a una rete di sorveglianza internazionale, sta monitorando il satellite di osservazione della Terra ERS-2, e si prevede che effettuerà il suo rientro alle 16:41 ora italiana, con una finestra di incertezza di circa 2 ore. “Poiché il rientro del veicolo spaziale è ‘naturale’, senza la possibilità di effettuare manovre, è impossibile sapere esattamente dove e quando rientrerà nell’atmosfera e inizierà a bruciare,” ha sottolineato l’ESA.
L’orario esatto del rientro del satellite rimane incerto a causa dell’imprevedibilità dell’attività solare, che può cambiare la densità dell’atmosfera terrestre e come l’atmosfera influisce sul satellite.

Il satellite ERS-2 ha una massa stimata di 2.294 km dopo aver esaurito il suo carburante, rendendolo simile per dimensioni ad altri detriti spaziali che rientrano nell’atmosfera terrestre ogni settimana circa, secondo l’ESA. A circa 80 km sopra la superficie terrestre, ci si aspetta che il satellite si spezzi e la maggior parte dei frammenti brucerà nell’atmosfera. L’Agenzia ha spiegato che alcuni frammenti potrebbero raggiungere la superficie del pianeta, ma non conterranno sostanze dannose e molto probabilmente cadranno nell’oceano.
La carriera del satellite ERS-2
Il satellite di osservazione della Terra ERS-2 è stato lanciato il 21 aprile 1995 ed era in quel momento il satellite più sofisticato del suo genere sviluppato e lanciato dall’Europa. Insieme al suo gemello, ERS-1, il satellite ha raccolto dati preziosi sulle calotte polari, sugli oceani e sulle superfici terrestri e ha osservato disastri come inondazioni e terremoti in aree remote. I dati raccolti da ERS-2 sono utilizzati ancora oggi, ha riportato l’ESA.
Nel 2011, l’Agenzia ha deciso di terminare le operazioni del satellite e di farlo rientrare nell’atmosfera, evitando si aggiungesse alla nube di detriti spaziali che orbitano intorno al pianeta.
Il satellite ha eseguito 66 manovre di deorbitazione nel luglio e agosto del 2011 prima che la missione si concludesse ufficialmente più tardi quell’anno, l’11 settembre. Le manovre hanno bruciato il resto del carburante del satellite e diminuito la sua altitudine, impostando l’orbita di ERS-2 su una traiettoria di lento avvicinamento alla Terra e e di rientro nell’atmosfera entro 15 anni.




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