La tragedia sulle Alpi svizzere, dove 5 alpinisti sono morti assiderati e un altro risulta ancora disperso, ha gettato il lutto su tutto il cantone Vallese, ma soprattutto sulla piccola comunità di Vex, paese di quasi 2.000 abitanti alla periferia di Sion. Lì vive la famiglia Moix, che piange la scomparsa di tre fratelli, un cugino e uno zio. Il maltempo, con venti a oltre 150km/h e temperature percepite di -30°C, ha investito la comitiva di 6 alpinisti, di cui 5 facevano parte della stessa famiglia.
La tragedia si è consumata sabato 9 marzo sulle pendici della Tete Blanche, a pochi chilometri dal confine con l’Italia, ma i corpi sono stati trovati solo domenica sera, poiché le ricerche sono state ostacolate dallo stesso furioso maltempo responsabile della tragedia.
Le vittime
Tra le vittime ci sono un dirigente di Polizia, un avvocato, un consigliere comunale, una studentessa. Dopo aver studiato finanza all’Università di San Gallo e a quella di Westminster a Londra, Jean–Vincent Moix era tornato a casa e da poco era stato eletto consigliere comunale. Era un personaggio molto conosciuto all’interno della piccola comunità: giocava nella della squadra di calcio locale, era un appassionato alpinista e suonava in una banda di ottoni. “È una tragedia enorme perdere un collega nel consiglio comunale. I nostri pensieri sono con lui, con la sua famiglia che si trova immersa in un dolore incommensurabile“, ha detto il sindaco Sébastien Menoud.
Con lui c’erano anche il fratello David, di professione avvocato, e il cugino Marc, capitano della Polizia cantonale del Vallese. Tra le vittime c’è anche Emilie Deschenaux, di 28 anni, residente a Friburgo, grande appassionata di sci e ciclismo: si era recentemente trasferita in Islanda dove stava studiando per un master in giurisprudenza.
In ricordo delle vittime la comunità di Vex, ieri sera si è raccolta in una veglia davanti alla chiesa: circa 300 persone sono scese in strada con una candela e con musica classica in sottofondo.
