Una densa coltre di nebbia inquinante ha avvolto la capitale vietnamita, Hanoi, offuscando gli edifici e costringendo i suoi 9 milioni di residenti a respirare aria tossica. Nel primo pomeriggio ora locale, la città ha raggiunto la cima della lista delle città più inquinate al mondo, secondo i dati forniti dalla società di monitoraggio della qualità dell’aria, IQAir. Il livello di PM2,5, particelle microscopiche capaci di penetrare nel flusso sanguigno e causare gravi danni alla salute, è stato definito “estremamente dannoso“, superando di oltre 24 volte il limite raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
La situazione critica dell’inquinamento atmosferico a Hanoi è il risultato di vari fattori, tra cui l’urbanizzazione massiccia e le elevate emissioni provenienti dalla circolazione di numerosi veicoli a due e quattro ruote. Inoltre, le emissioni di carbonio prodotte dalle centrali elettriche a carbone situate a nord della città e dalle pratiche agricole contribuiscono ulteriormente al problema.
Le conseguenze dell’inquinamento si fanno sentire pesantemente sulla popolazione, con molti residenti costretti a indossare maschere protettive quando escono all’aperto per proteggersi dall’aria malsana. Recentemente, la città è stata colpita da nebbia densa dovuta all’alta umidità, che ha causato un ulteriore aumento dell’inquinamento atmosferico e una significativa diminuzione della visibilità, con ripercussioni anche sui voli.
Secondo l’ultimo rapporto della Banca Mondiale sull’inquinamento atmosferico, il 40% dei residenti di Hanoi è esposto a livelli di inquinamento quasi 5 volte superiori alle raccomandazioni dell’OMS.


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