Piogge torrenziali e tempeste di grandine si sono abbattuti nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 marzo sull’isola di Cuba. I risultati sono stati 270.000 utenti senza elettricità, fiumi straripati, case crollate e centinaia di sfollati nella parte occidentale dell’isola. Un rapporto dell’Istituto di meteorologia indica che “nelle regioni occidentali e centrali sono stati segnalati numerosi rovesci, piogge e temporali, che in alcune località sono diventati forti e intensi”. Il primo segretario del Partito Comunista di Cuba (PCC) all’Avana, Luis Torres Iribar, ha riferito che alcuni comuni hanno ricevuto 300 millimetri di pioggia in meno di 24 ore. Non sono stati segnalati decessi a causa della situazione meteorologica, ha aggiunto.
Secondo l’Unione Elettrica Cubana, più di 270.000 clienti hanno avuto interruzioni del servizio, la maggior parte nella capitale – circa 120.000 – ma anche nelle vicine province di Pinar del Río, Mayabeque, Artemisa e Matanzas.
La copiosa grandinata ha lasciato uno spesso strato di bianco al suolo, come dimostrano le immagini a corredo dell’articolo. I Vigili del Fuoco hanno dovuto lavorare ad evacuazioni e soccorsi a causa dello straripamento del fiume Luyanó della capitale, che sfocia nella Baia dell’Avana dopo aver attraversato zone industriali.
Secondo il portale ufficiale Cubadebate, il Presidente Miguel Díaz-Canel ha condotto un incontro con le autorità territoriali più colpite in cui sono stati preliminarmente denunciati 26 crolli di case e più di 900 persone hanno dovuto essere evacuate nelle case di parenti o nei rifugi statali.
Questo forte maltempo è legato a “una bassa pressione extra tropicale nella parte settentrionale del Golfo del Messico e nel sud degli Stati Uniti”, secondo le autorità meteorologiche.























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