Spazio, Valente (ASI): “diversità alimentare strategica per la salute degli astronauti”

"L'Italia ha una lunga tradizione culinaria e un patrimonio gastronomico invidiabile"

La diversità alimentare è strategica per la salute degli astronauti soprattutto nelle lunghe missioni spaziali“: è quanto ha affermato questa mattina Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, nell’Auditorium Luigi Broglio in apertura della due giorni di Simposio dal titolo “A tavola nello Spazio: produzione, conservazione e preparazione di cibo“, a cui partecipa anche il Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida. Il cibo nello Spazio, ha evidenziato Valente, “è un tema con grande implicazioni e di rilievo per il futuro dell’esplorazione spaziale e la vita in orbita, ricordando che questo dominio è di grande attualità e destinatario di molti finanziamenti. Quando si parla di cibo nello Spazio ci si imbatte in sfide significative: la capacità di nutrire gli astronauti durante le missioni spaziali prolungate non solo influisce sul benessere fisico e mentale, ma può anche in parte condizionare il successo stesso della missione. Come ha detto Parmitano, non dimentichiamo che il cibo non ha solo valenza nutrizionale, ma diventa condivisione culturale, fonte di confronto e momento di relax. Quindi il cibo ha un carattere interdisciplinare che richiede il contributo e l’apporto di diverse competenze“.

L’agricoltura spaziale potrebbe offrire soluzioni sostenibili per la produzione di cibo durante le missioni a lungo termine e avere anche ricadute positive per ciò che si fa qui sulla Terra. Affrontare queste sfide richiede un impegno ampio e una efficace collaborazione tra istituzioni, aziende, organizzazioni: come Agenzia siamo impegnati a contribuire allo sviluppo di soluzioni alimentari innovative e intendiamo continuare a supportare la ricerca e lo sviluppo dell’agricoltura spaziale,” ha proseguito Valente. “L’Italia ha una lunga tradizione culinaria e un patrimonio gastronomico invidiabile: è importante portare anche questa eccellenza nello Spazio e ne abbiamo avuto un esempio recentemente con la missione Voluntas Ax-3, con il nostro colonnello Villadei a bordo. Il Made in Italy nello Spazio è certamente tecnologia, sistemi di osservazione della Terra, di navigazione, di telecomunicazione, robotica, centri di simulazione, ma anche cibo: questo fa bene al sistema Paese, perché ne incrementa il ruolo a livello internazionale e consentirà auspicabilmente alla filiera non space di fornire un importante contributo che certamente valorizzerà le eccellenze italiane, accademiche, ricerca e sviluppo e industriali,” ha concluso Valente.