Caldo record in Costa d’Avorio: a rischio la produzione di cacao

Il caldo estremo, per la sua persistenza e intensità, sta causando stress idrico alle colture
MeteoWeb

L’Africa occidentale si trova nella morsa di una straordinaria ondata di calore che si attribuisce al fenomeno climatico El Niño, con diversi record battuti sin dall’inizio dell’anno. In Costa d’Avorio le temperature roventi stanno decimando l’agricoltura, un settore che costituisce ben un quarto del Pil nazionale e occupa più della metà della forza lavoro. Dopo le abbondanti piogge dello scorso anno, è il caldo eccessivo a minacciare il raccolto nel principale Paese produttore mondiale di cacao, responsabile di quasi il 45% della produzione globale.

Il direttore della meteorologia nazionale presso Sodexam, l’agenzia meteorologica ivoriana, Daouda Konaté, ha segnalato un picco di +41°C registrato a Dimbokro nel mese di febbraio, un valore eccezionale per la stagione. Solitamente, in questa fase dell’anno, le temperature si aggirano intorno ai +35/+36°C, ma quest’anno si è verificata una notevole anomalia termica.

La Costa d’Avorio non è l’unica nazione colpita nella regione: in Mali, la città di Kayes ha registrato temperature di +48,5°C all’inizio di aprile.

Questo caldo estremo, per la sua persistenza e intensità, sta causando uno stress idrico alle colture, spiega Siaka Koné, esperto agrario. Le piante, quando sottoposte a temperature così elevate, non riescono a ricevere abbastanza acqua per crescere correttamente e fiorire. Senza fiori, non ci sono frutti, e il ciclo agricolo va in crisi. Inoltre, l’aumento della temperatura del suolo porta a un’eccessiva evaporazione dell’acqua, peggiorando ulteriormente la situazione.

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