Il colosso energetico giapponese Tokyo Electric Power Company Holdings (Tepco), gestore dell’impianto nucleare di Fukushima, gravemente danneggiato dal disastro naturale del marzo 2011, ha reso noto in un comunicato di aver dato il via al nuovo ciclo di rilascio in mare dell’acqua impiegata per raffreddare le barre di combustibile, contenente trizio radioattivo. La compagnia ha precisato che saranno scaricate 7.800 tonnellate d’acqua fino al 7 maggio.
Il piano
Le operazioni di rilascio dell’acqua, iniziate nell’agosto 2023, hanno finora visto lo sversamento nell’oceano di circa 31.200 tonnellate di acqua trattata, suddivise in quattro cicli. Nell’anno fiscale in corso, Tepco prevede di scaricare un totale di 54.600 tonnellate suddivise in sette cicli.
Il monitoraggio condotto dai tecnici del gestore e del governo ha finora dimostrato che i livelli di trizio nell’acqua di mare e nei prodotti della pesca sono ben al di sotto degli standard stabiliti dal governo. Nonostante questo, Cina, Russia e pescatori locali continuano ad opporsi al piano. In seguito all’inizio dello scarico, per esempio, la Cina ha vietato l’importazione di prodotti ittici giapponesi.
Il piano di Tepco prevede un versamento graduale che dovrebbe richiedere in tutto più di trent’anni. Tepco porterà avanti il processo di scarico a condizione che le analisi dell’acqua marittima effettuate presso l’area di immissione continuino a indicare concentrazioni di isotopi radioattivi nella norma.
Prima dello scarico nell’oceano, l’acqua stoccata per anni nelle vicinanze della centrale di Fukushima viene trattata per rimuovere la maggior parte degli elementi radioattivi, ad eccezione di quantitativi residui di trizio, un isotopo dell’idrogeno che deve essere diluito perché difficile da filtrare. I livelli di trizio nelle acque circostanti al punto di immissione nell’oceano hanno rispettato gli standard predefiniti e sono risultati al di sotto delle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la qualità dell’acqua potabile.
L’Aiea continua a monitorare
Il piano ha ricevuto il via libera dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), che il 4 luglio 2023, dopo un’attività durata due anni, ha pubblicato un rapporto preliminare in cui lo ha “promosso“, giudicandolo coerente con gli standard di sicurezza internazionali. Secondo gli esperti di cui si è avvalsa l’Agenzia, dal rilascio dell’acqua ci si può attendere un impatto radiologico trascurabile sulle persone e sull’ambiente. L’Aiea continuerà a esercitare un monitoraggio a lungo termine, come concordato col governo giapponese.
Le conclusioni delle verifiche effettuate sono state confermate nel primo rapporto completo, pubblicato il 30 gennaio, sulla missione effettuata in Giappone. Per l’Aiea, il Giappone ha “una solida infrastruttura normativa per garantire la supervisione della sicurezza operativa dello scarico” e “le attrezzature e le strutture sono installate e gestite in modo coerente con il piano” per il rilascio dell’acqua trattata. La squadra di esperti internazionali inviata nel Paese asiatico, dal 24 al 27 ottobre, ha esaminato le strutture e le attrezzature installate per scaricare l’acqua trattata col sistema Alps (Advanced Liquid Processing System), ha avuto colloqui con tecnici dell’operatore Tepco e ha esaminato i dati disponibili, concludendo che le operazioni intraprese sono “in linea con gli standard di sicurezza internazionali”.


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