Incidente Suviana: “esplosione tremenda”, “scenario come la Costa Concordia”

Le operazioni di soccorso continuano senza sosta
MeteoWeb

Nella notte, i tentativi di ricerca dei dispersi presso la centrale idroelettrica di Bargi (Bologna), situata nel bacino di Suviana, sono stati infruttuosi. A causa dell’esplosione di uno degli alternatori, avvenuto martedì pomeriggio, 4 persone che in quel momento stavano conducendo i test di collaudo risultano ancora disperse. Solo ieri sera, alle 20, sono state ripristinate le condizioni minime di sicurezza per consentire la ripresa delle ricerche. Tuttavia, la situazione rimane estremamente complessa poiché le aree coinvolte – i piani meno 8, 9 e 10 – sono ancora sommerse da oltre un metro d’acqua. Questi livelli d’acqua sono pieni di detriti causati dall’esplosione e frammenti di cemento armato, rendendo difficile il lavoro di ricerca. Le operazioni di soccorso continuano senza sosta, con l’impegno dei sommozzatori, il supporto di droni acquatici e l’uso di idrovore.

Ho visto pareti spesse un metro e 80 letteralmente sfondate come fossero di cartongesso. L’esplosione deve essere stata tremenda“: è quanto ha dichiarato il comandante dei sommozzatori della Guardia di Finanza di Rimini, Giovanni Cirmi, in un’intervista a Repubblica. “L’immagine di quelle grosse pareti abbattute dai pezzi di turbina schizzati via in ogni direzione con una violenza inaudita, non sarà facile da dimenticare“. Ieri “abbiamo potuto ispezionare soltanto il livello a meno 8, parliamo di 40 metri di profondità. Gli altri due piani inferiori erano già completamente allagati e l’acqua stava iniziando a salire. Siamo andati avanti fin che è stato possibile, ma a quel punto siamo stati costretti a risalire, era troppo pericoloso continuare. Non c’erano le condizioni di sicurezza minime per continuare a operare“. Purtroppo, “le condizioni oggettive ci dicono che le possibilità sono poche, ma fin quando c’è anche una sola possibilità noi come sempre faremo tutto il possibile“.

Alla centrale idroelettrica di Bargi lo scenario in cui si lavora per cercare i 4 dispersi, “è molto simile alle attività che abbiamo sviluppato nell’ambito della Costa Concordia perché l’ambiente è difficile, è un ambiente a visibilità praticamente nulla, si opera al tatto ed è un ambiente ovviamente che non si presta alle attività di ricerca“: è quanto ha affermato Giuseppe Petrone, responsabile dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Da giorni, ha proseguito, “stiamo facendo tuto il possibile: noi le consideriamo persone in vita e non ci fermiamo mai. Le attività vanno avanti ad oltranza: abbiamo fatto ricerche anche con robot filoguidati dalla superficie“. Ad ogni modo, ha sottolineato Petrone “stiamo operando in uno scenario che risulta abbastanza complesso perché oltre a essere stato interessato da uno scoppio è stato interessato anche da un successivo cedimento parziale di un solaio. E abbiamo l’ottavo, il nono e il decimo piano completamente allagati, stiamo alleggerendo la quantità di acqua per agevolare l’attività dei sommozzatori“.

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