Il Professore emerito del Politecnico di Milano Giorgio Diana, ovvero uno dei massimi esperti di meccanica al mondo, è stato ascoltato questa mattina in commissione Ponte a Messina. Diana si è occupato in particolare degli studi sull’azione del vento sulla struttura del Ponte sullo Stretto. Ai consiglieri comunali messinesi Diana, insieme all’ingegnere De Vito Franceschi, ha spiegato come siano stati condotti studi sul vento nell’area dello Stretto di Messina per individuare quella che viene chiamata tecnicamente “velocità di progetto“. A che velocità del vento deve resistere il ponte? Questa velocità è stata individuata in 60 metri al secondo.
Ebbene, il Ponte sarà in grado di resistere ad una velocità di progetto “molto più elevata rispetto alla massima mai registrata sullo Stretto“. La struttura non subirà conseguenze fino ad una velocità di 60 m/s, ovvero 120 nodi, o ancora 220 km/h di velocità media. “Siamo stati molto cautelativi – ha raccontato Diana –. Resiste a tifoni che noi non abbiamo mai avuto. Sullo Stretto la velocità massima mai registrata (negli ultimi 30 anni) si è verificata a Punta Faro nel 2010, con uno Scirocco che ha raggiunto punte di 30 metri al secondo“, dunque la metà di quanto previsto per il Ponte.
Tra i principali problemi che l’azione del vento può causare ad un punto, quello più importante per l’infrastruttura dello Stretto riguardava l’effetto flutter, che può causare oscillazioni instabili. Quel problema è stato risolto grazie all’impalcato a cassoni multipli che, negli ultimi anni, è stato copiato da numerosi paesi, come ad esempio la Cina.
I controlli sul progetto del Ponte
“Il Ponte di Messina ha avuto quattro livelli di controllo, non uno, con test in galleria del vento già al secondo pilastro di controllo. Ad occuparsene sono state una società di controllo con sede a Genova, una con sede a New York e un’altra in Danimarca, oltre ovviamene al comitato scientifico che lavorava per il ponte“, ha spiegato l’ingegnere De Vito Franceschi. L’esperto ha sottolineato come da questi controlli sia il progetto del 2011, “sulla cui falsa riga nasce poi l’ultimo progetto“.
Traffico ferroviario sul Ponte e sicurezza
Per quanto riguarda la percorribilità ferroviaria, quali sono i rischi per il Ponte sullo Stretto? “La velocità dei treni potrebbe subire rallentamenti solo se il vento supera i 30 m/s“, un’eventualità che si verifica mediamente ogni 10 o 15 anni. Non solo. Il rischio di chiusura del Ponte a causa del vento sopraggiungerà in media ogni 200 anni. “Il ponte è stato studiato per essere utilizzato 365 giorni l’anno. Scusate se ogni 200 anni dovremo chiuderlo!“, ha affermato De Vito Franceschi.


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