La forte esplosione avrebbe fatto arrivare fino al livello -4 un pezzo della turbina della centrale idroelettrica di Bargi, al lago di Suviana, in azione nei livelli più bassi della centrale a pozzo. Solo quando saranno terminate le operazioni per recuperare gli operai dispersi, sarà possibile valutare, oltre ai danni alla struttura, anche le potenziali cause di quanto è successo.
Nella centrale, prosegue l’intervento dei soccorritori per cercare gli ultimi dispersi. Lo scenario nel quale stanno operando i sommozzatori, che stanno scandagliando i livelli allagati, resta complesso: oltre all’acqua contaminata, ci sono anche detriti di diversi materiali anche molto pesanti da spostare per i sommozzatori dei Vigli del Fuoco. Un aiuto importante arriva dalla tecnologia, in particolare dai droni.
Scoppio avvenuto tra piano -8 e -9
“Lo scoppio è avvenuto tra il piano -8 e -9 e c’è stato un parziale crollo del solaio e in parte è ancora in bilico”, ha spiegato Giuseppe Petrone, responsabile servizio sommozzatori dei Vigili del Fuoco durante un punto stampa. “Abbiamo delle persone che sono riuscite a scappare quindi ci sono stati degli eventi che hanno dato la possibilità di movimento alle persone che erano dentro. Non c’è stato un evento istantaneo che ha impedito loro di tentare una via di fuga“, ha affermato Calogero Turturici, comandante dei Vigili del Fuoco di Bologna. “Quindi secondo quello che è successo e secondo come abbiamo trovato le vittime” e secondo il racconto dei feriti, “è verosimile che tutti quanti abbiano avuto la possibilità di muoversi. Qualcuno magari no, ma la stragrande maggioranza di quelli che erano dentro un tentativo di evacuazione l’hanno compiuto: alcuni ci sono riusciti, altri purtroppo no”.
“Le ricerche sono concentrate sul piano -9. Completato l’esame a vista, procederemo con il piano -10 e poi sul piano -8, che è l’ultimo che lasceremo da esaminare perché dovrebbe essere svuotato e perché” dopo l’esplosione “chiunque si trovasse lì sarebbe precipitato al piano di sotto”. Per la dinamica che si sta ipotizzando, “è verosimile che qualche altra persona si trovi al piano -9“, ha aggiunto Turturici.
Le difficoltà più grandi che si stanno incontrando per il recupero degli ultimi due dispersi “sono quelle di muoverci in una struttura che ha subito un dissesto e presenta dei detriti e dei ferri di armatura che ci stanno creando un po’ di apprensione. Siccome c’è stato uno sversamento di oli lubrificanti, la visibilità dell’acqua era prossima allo zero. Con le attività che sono state concordate siamo riusciti a effettuare un’opera di chiarificazione delle acque che ci ha portato ad avere una visibilità intorno al metro che ci sta permettendo di essere più efficienti e più efficaci”, ha spiegato Giuseppe Petrone. “Ci stiamo muovendo con molta cautela perché ci sono molti calcinacci in bilico“, ha aggiunto.
“Attualmente abbiamo 18 unità sommozzatori presenti sul posto. Le nostre turnazioni sono in sessioni di circa due ore, fortunatamente le profondità di immersione sono basse e questo ci permette di prolungare il tempo di immersione“. Petrone ha spiegato che “si scende uno per volta con un operatore in standby, le due unità sono in comunicazione costante. Il secondo operatore è pronto a intervenire immediatamente qualora ci fossero dei problemi”. Alla domanda se avessero già operato in scenari così complessi, Petrone ha risposto ricordando gli interventi alla “Costa Concordia, il barcone dei migranti a Lampedusa dove ci sono stati 320 morti, la torre dei piloti di Genova”.
Curcio: “a Suviana situazione complessa”
“Nel lago di Suviana c’è una situazione davvero molto complessa, perché la centrale si sviluppa su 50 metri di profondità, su 10 piani, alcuni di questi sono allagati, un paio hanno un crollo di soffitti con tipici segni di esplosione”. Lo ha detto Fabrizio Curcio, Capo del Dipartimento nazionale di Protezione Civile, al suo arrivo a Monteruscello per un incontro con i cittadini sulla situazione del bradisismo. “I colleghi dei Vigili del Fuoco – ha aggiunto – stanno facendo un lavoro importante per cercare soprattutto i dispersi, sapendo che bisogna farlo in sicurezza. Si sta lavorando, il sistema è completamente attivato a livello regionale, nella parte ambientale e la tecnologia è tutta a disposizione, però bisogna procedere con grande attenzione”.
Curcio commenta anche la questione delle morti sul lavoro: “il tema della sicurezza sul lavoro – ha detto – mi sembra molto all’ordine del giorno sia del governo sia delle forze sociali. Su situazioni come queste del lago però dovremmo prima approfondire, perché certamente va compreso cosa è successo e come è successo. Poi in generale è un tema che deve essere mantenuto nelle agende come si sta provando a fare“.
