Le ricerche dei quattro dispersi della centrale di Suviana sono riprese alle 20, dopo una giornata passata a ristabilire le condizioni di sicurezza per permettere l’intervento dei Vigili del Fuoco. Per farlo è stata messa in sicurezza una condotta che rischiava, in caso di rottura di una valvola, di far travolgere i soccorritori dall’acqua. Sono stati prelevati gli oli presenti nella vasca al centro delle operazioni e poi sono entrate in campo le pompe idrovore, per eliminare l’acqua che dalla notte scorsa entrava nella centrale. Per aiutare i pompieri, Enel ha anche abbassato il livello del bacino di Suviana di almeno un metro, anche se non è escluso che poi abbia proseguito.
Ora si andrà avanti per tutta la notte ai livelli meno 8, meno 9 e meno 10. Anche se le speranze di trovare superstiti sono pochissime. “Non stiamo lavorando con molte speranze di trovare vivi i dispersi, lo scenario che abbiamo davanti non ci dà questa idea”, aveva detto già questa mattina Luca Cari, dirigente comunicazione dei Vigili del Fuoco. Il bilancio resta quello del primo giorno: tre morti, quattro dispersi, cinque feriti.
Tante domande a cui dare una risposta
Sono tante le domande a cui bisognerà dare risposta per chiarire cosa abbia portato all’esplosione, che poi ha scatenato un crollo e l’allagamento nelle profondità della centrale. È stata aperta un’inchiesta per disastro e omicidio colposo.


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