Borotalco e cancro: Johnson & Johnson e i 6,5 miliardi di dollari per porre fine alle cause civili

Uno studio pubblicato a inizio 2020, su dati di 250mila donne, non ha rilevato una correlazione statistica fra l'utilizzo del borotalco e il carcinoma ovarico
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Il gruppo farmaceutico americano Johnson & Johnson (J&J) mette sul piatto 6,5 miliardi di dollari per porre fine ai contenziosi su talco e cancro. Il piano presentato dall’azienda prevede il pagamento di 6,475 miliardi di dollari in 25 anni per risolvere le cause civili relative a casi di tumore ovarico causati, secondo l’accusa, da presunte tracce di amianto contenute nel borotalco Johnson & Johnson ormai ritirato dal mercato.

Borotalco e cancro

Si tratta del 99,75% del totale contenziosi, ha spiegato J&J, mentre le cause rimanenti riguardano il mesotelioma, vengono trattate separatamente e per il 95% è già stato raggiunto un accordo. L’anno scorso l’azienda aveva già presentato una proposta di transazione del valore di 8,9 miliardi di dollari, che però era stata respinta da un tribunale fallimentare. La nuova offerta, ha sottolineato il vicepresidente del gruppo per gli affari legali, Erik Haas, è stata elaborata in collaborazione con gli avvocati della maggior parte dei ricorrenti.

Il piano prevede una fase di 3 mesi in cui i ricorrenti verranno informati dell’offerta, che verrà considerata accolta se il 75% la accetterà. J&J ha sempre continuato a negare che il suo talco contenesse amianto, e anche ora sostiene che le cause si basano su accuse “respinte per decenni da esperti indipendenti e autorità governative e regolatorie“. Uno studio pubblicato a inizio 2020, su dati di 250mila donne, non ha rilevato una correlazione statistica fra l’utilizzo del borotalco e il carcinoma ovarico.

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