La pelle del dinosauro Psittacosaurus sconvolge gli scienziati rivelando un segreto incredibile

Ma cosa significa tutto ciò per la nostra comprensione dell'evoluzione delle piume e delle caratteristiche cutanee?
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Il dinosauro piumato Psittacosaurus, un’affascinante creatura del passato che ha catturato l’attenzione degli scienziati di tutto il mondo, sembra aver tenuto un segreto ben custodito nella sua pelle. Secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Communications, questa antica bestia non era del tutto piumata come molti potrebbero pensare. Al contrario, presentava aree di squame rettiliane sulla sua pelle, svelando un puzzle evolutivo che getta nuova luce sulla transizione tra le caratteristiche cutanee dei rettili e degli uccelli.

Caratteristiche insolite della pelle di Psittacosaurus

La scoperta di queste caratteristiche insolite potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione dell’evoluzione della pelle nei dinosauri e nelle creature aviformi. Mentre le piume sono comunemente associate agli uccelli e spesso considerate unico attributo di questa classe di animali, il ritrovamento di squame rettiliane su uno Psittacosaurus apre un nuovo capitolo nella nostra comprensione di come queste strutture siano emerse e si siano sviluppate nel corso della storia evolutiva.

Per indagare più a fondo questa intrigante scoperta, il team di ricerca guidato da Zixiao Yang ha esaminato con attenzione campioni di uno Psittacosaurus fossilizzato proveniente dal Jehol Biota, un affascinante sito fossilifero situato in Cina e risalente al Cretaceo inferiore. Questo particolare esemplare, datato a circa 130 milioni di anni fa, ha conservato le piume solo sulla coda, offrendo agli scienziati un’opportunità unica per studiare la struttura della pelle di questa antica creatura.

Pelle conservata di Psittacosaurus. Immagini ad alta risoluzione dei tessuti molli nelle regioni indicate in Fig. 1b sotto luce naturale (a, d, f) e luce UV (b, c, e, g); le frecce in (b) indicano la presenza di colla (verde) lungo una fessura della lastra

Dinosauri e rettili

Utilizzando sofisticate tecniche di analisi, tra cui la fluorescenza ultravioletta e la microscopia elettronica, i ricercatori hanno potuto esaminare in dettaglio la composizione e la struttura della pelle dello Psittacosaurus. Ciò che hanno scoperto è stato sorprendente: la pelle presentava due distinti strati, che assomigliavano in modo sorprendente agli strati di epidermide e corneociti presenti nei rettili viventi.

Ma le sorprese non finiscono qui. Oltre alla somiglianza con la pelle dei rettili moderni, i ricercatori hanno anche individuato melanosomi conservati, che sono i resti di pigmento cutaneo. Questi melanosomi suggeriscono la presenza di regioni di colore coerenti con le scaglie dei rettili viventi. Questa scoperta affascinante ha portato gli scienziati a concludere che lo Psittacosaurus probabilmente manteneva la pelle rettiliana scagliata dei suoi antenati sulle parti del corpo prive di piume.

Ma cosa significa tutto ciò per la nostra comprensione dell’evoluzione delle piume e delle caratteristiche cutanee? Gli autori dello studio suggeriscono che la conservazione di questa pelle rettiliana durante le prime fasi dell’evoluzione delle piume potrebbe aver svolto un ruolo cruciale nel proteggere le funzioni cutanee di queste creature antiche. Questa transizione adattativa, che ha visto l’emergere di caratteristiche cutanee simili a quelle degli uccelli solo nelle aree piumate del corpo, offre uno sguardo affascinante su come la natura abbia navigato attraverso i meandri dell’evoluzione per creare le meraviglie che oggi osserviamo nel regno animale.

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