Il programma europeo Copernicus per l’osservazione della Terra ha completato 25 anni di attività operativa, svolgendo un ruolo cruciale persino nel recente incidente dell’elicottero del presidente dell’Iran Ebrahim Raisi e del suo Ministro degli Esteri. Gestito congiuntamente dall’Agenzia Spaziale Europea e dalla Commissione Europea, Copernicus utilizza una costellazione di satelliti noti come “sentinelle ” per fornire dati globali in tempo quasi reale. Lanciato nel 2014 con Sentinel-1A, il programma prevede di estendere la sua flotta a circa 20 satelliti entro il 2030, supportando studi sulle foreste, gli oceani e l’intervento in emergenze naturali.
Originariamente concepito nel 1998 con il Manifesto di Baveno, il programma inizialmente noto come Gmes (Global Monitoring for Environment and Security) è stato ribattezzato Copernicus, diventando il più grande sistema di monitoraggio ambientale al mondo. Le “sentinelle” attive includono i satelliti Sentinel-1A/B, che forniscono immagini radar essenziali giorno e notte per il monitoraggio ambientale e umanitario. Sentinel-2 e Sentinel-3, anch’essi in coppie, offrono rispettivamente immagini ottiche ad alta risoluzione e misurazioni precise della temperatura delle superfici marine e terrestri.
Oltre ai satelliti, Copernicus integra dati provenienti da stazioni di Terra per una copertura completa e dettagliata. Questo sistema integrato è fondamentale per la gestione del territorio, il monitoraggio dell’ambiente, la pianificazione urbana, e la gestione delle emergenze, offrendo supporto critico in vari settori grazie alla sua capacità di fornire informazioni accurate e tempestive.
