Scoperte rivoluzionarie sull’allenamento: come l’esercizio influisce sul nostro corpo

Gli autori suggeriscono che molte di queste modifiche potrebbero avere effetti protettivi contro malattie umane come la malattia infiammatoria intestinale

Uno studio pubblicato su Nature ha individuato risposte molecolari all’allenamento fisico prolungato nei ratti, con particolare attenzione alle differenze di genere. Queste scoperte promettono di arricchire la nostra comprensione sull’influenza dell’esercizio fisico sulla salute e sulle malattie.

I benefici dell’esercizio fisico

L’evidenza a favore dei benefici per la salute derivanti dall’attività fisica regolare è ampia e include la protezione da malattie cardiovascolari, metaboliche e oncologiche. Tuttavia, le modalità attraverso le quali l’esercizio apporta questi benefici sono ancora in gran parte sconosciute. Il Consorzio dei Trasduttori Molecolari dell’Attività Fisica (MoTrPAC) si pone l’obiettivo di colmare questa lacuna, analizzando i processi molecolari coinvolti nelle risposte all’esercizio fisico.

Lo studio condotto da Stephen Montgomery e colleghi ha esaminato le modifiche biomolecolari negli organi di ratti maschi e femmine, provocate da otto settimane di allenamento su tapis roulant. Durante questo periodo, sono state condotte un totale di 9,466 analisi su campioni prelevati da diversi organi, tessuti solidi, plasma e sangue intero, in vari momenti temporali. Per esaminare le risposte temporali all’allenamento prolungato, sono state utilizzate diverse piattaforme ‘omiche’, quali il proteoma, il metaboloma e l’epigenoma.

Le analisi hanno evidenziato numerose modifiche molecolari in risposta all’esercizio, coinvolgenti una regolazione diffusa delle vie immunitarie, metaboliche, dello stress e mitocondriali. Sono state rilevate differenze di genere in queste risposte, con implicazioni specifiche su vari tessuti e organi, come il grasso sottocutaneo e le ghiandole surrenali. Ad esempio, nelle ghiandole surrenali sono stati individuati geni downregolati nelle femmine e upregolati nei maschi, con collegamenti evidenti tra questi geni e le vie ormonali.

Gli autori suggeriscono che molte di queste modifiche potrebbero avere effetti protettivi contro malattie umane come la malattia infiammatoria intestinale, problemi cardiovascolari e il danno e il recupero dei tessuti. Tuttavia, è necessaria ulteriore ricerca sull’uomo per confermare queste ipotesi. Articoli correlati del MoTrPAC saranno pubblicati su Nature Metabolism e Nature Communications.