Questa volta non ci sono stati intoppi e la “maledizione” di Boeing e della sua capsula Starliner è terminata. Alle 16:52 (ora italiana) di oggi, in perfetto orario, Starliner è decollata in cima a un razzo Atlas V della United Launch Alliance ed è ora diretta nello spazio. Questa missione, chiamata Crew Flight Test, è la prima con equipaggio: a bordo ci sono gli astronauti Butch Wilmore, nel ruolo di comandante, e Suni Williams, come pilota, diretti verso la Stazione Spaziale Internazionale. Crew Flight Test mira a certificare la navicella spaziale per i viaggi spaziali di routine da e per la ISS.
Un percorso a ostacoli verso il lancio
Il viaggio di Starliner verso questa giornata storica non è stato privo di ostacoli. Originariamente previsto per il 6 maggio, il lancio è stato posticipato a causa di un’anomalia in una valvola di rilascio dell’ossigeno nello stadio superiore del razzo Atlas V. Successivamente, durante le riparazioni, è emersa una lieve perdita di elio in un propulsore del modulo di servizio di Starliner. Questi problemi sono stati risolti, ma il tentativo di lancio del 1° giugno è stato annullato a pochi minuti dal decollo a causa di un problema al computer nel sistema di sequenza di lancio a terra.
L’importanza del volo CFT
Il volo Crew Flight Test (CFT) di Starliner è fondamentale per il futuro del programma commerciale della NASA. Starliner è uno dei 2 veicoli selezionati da NASA come “taxi spaziali” per gli astronauti diretti alla ISS, insieme alla navetta Dragon di SpaceX. Questo volo di prova, atteso da anni, segue 2 missioni senza equipaggio di Starliner: un fallimento nel dicembre 2019 e un successo nel maggio 2022.
Prospettive future
Starliner attraccherà alla ISS il giorno dopo il lancio e tornerà sulla Terra circa 8 giorni dopo, con un atterraggio nel deserto del Sud/Ovest degli Stati Uniti. Gli astronauti a bordo della ISS daranno il benvenuto a Wilmore e Williams con un discorso programmato per le 15:55 EDT (21:55 ora italiana) del 6 giugno.
Il successo di questa missione rappresenterebbe un passo significativo verso la stabilità operativa delle missioni con equipaggio della NASA, consolidando Boeing come partner chiave nel trasporto spaziale commerciale.



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