Il progetto “Air of the Anthropocene” mira a rendere visibili le pericolose polveri sottili (PM2.5) presenti nell’aria utilizzando arte e tecnologia, trasmettendo un messaggio di sensibilizzazione contro l’inquinamento atmosferico, che annualmente causa oltre 7 milioni di morti nel mondo. Creato da un team di artisti e scienziati dell’Università di Birmingham, tra cui Carlo Luiu, “Air of the Anthropocene” è stato descritto su Nature Communications Earth & Environment.
Queste particelle inquinanti, presenti in grandi quantità nell’aria, rappresentano un pericolo per la salute umana, respirate costantemente e con gravi conseguenze. Le fotografie del progetto sono state scattate in diversi contesti, incluso l’interno di una cucina in Etiopia, dove le PM2.5 generate da una stufa a legna artigianale superano di 20 volte il livello misurato all’esterno.
Le immagini mostrano anche la presenza di particolato inquinante vicino all’acciaieria di Port Talbot, in Galles, dove le concentrazioni raggiungono i 40 milligrammi di PM2.5 per metro cubo.
Il progetto “Air of the Anthropocene” ha dato vita a una collezione di fotografie che, usando impulsi di luci LED, dipingono letteralmente l’aria, facendo emergere nelle immagini il particolato atmosferico altrimenti invisibile. Attraverso questo approccio, il progetto offre uno sguardo globale sulla vita quotidiana, rivelando la presenza spettrale di elementi nell’aria che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, viene respirata in forma inquinata dal 99% della popolazione mondiale.


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