Intestino e microbiota: consigli per un’estate all’insegna del benessere

Acqua, frutta e verdura di tutti i tipi, meno grassi e alcol, niente diete da "prova costume"

Sole, mare, vita all’aria aperta: se l’arrivo dell’estate, così a lungo attesa quest’anno, ha molti impatti positivi su salute e benessere, non bisogna dimenticare che questa stagione comporta sfide notevoli per il corpo e l’apparato digerente, in particolare per il microbiota, comunità di microorganismi che svolge un ruolo cruciale in vari processi fisiologici come la digestione, il metabolismo e la funzione immunitaria. Per far fronte al meglio a queste sfide, la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico ha stilato alcune raccomandazioni che possono essere d’aiuto per proteggere intestino e microbiota.

L’intestino, infatti, riveste un ruolo cruciale nella salute complessiva della persona: non solo assorbe i nutrienti ed elimina gli scarti, ma protegge anche da allergie, blocca virus e microrganismi dannosi e comunica con il sistema nervoso centrale, influenzando l’umore. È per questo motivo che viene anche definito “il secondo cervello”.

Quindi come affrontare l’estate? Prima di tutto, una raccomandazione valida per tutte le stagioni: mangiare frutta e verdura in grandi quantità e di tanti tipi diversi. I batteri “buoni” che compongono il microbiota sono di molte specie diverse, tutti hanno bisogno delle fibre, ma ognuno beneficia di nutrienti e sostanze specifiche. La sfida è arrivare a consumarne 15 o anche 20 tipologie diverse in una settimana.

Ecco alcuni consigli degli esperti della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico:

  • Bere acqua in abbondanza: serve per mantenere idratato l’organismo e mantiene in vita i microrganismi che popolano l’intestino.
  • Evitare regimi alimentari restrittivi o di esclusione, fai-da te: l’alimentazione deve essere bilanciata e ogni pasto deve contenere carboidrati, proteine, fibre e vitamine e pochi grassi, soprattutto quelli saturi. Spesso le diete riducono l’introito di quei nutrienti che sostengono il microbiota.
  • Evitare il consumo di alcolici: l’alcol non è amico del microbiota.
  • Consumare pasti leggeri, nutrienti e non grassi e senza alimenti ultraprocessati ricchi di grassi non buoni: al consumo di grassi saturi si è spesso associato l’aumentare della presenza di batteri che producono sostanze non benefiche per l’organismo. È importante tenere presente che si può cucinare e condire cibi gustosi anche con solo uno o due cucchiai di olio di oliva a pasto, ricco di grassi buoni (insaturi).
  • Assumere probiotici ed antibiotici dopo consulto/prescrizione medica
  • Mantenere uno stile di vita attivo: l’esercizio fisico può aumentare il numero di specie microbiche benefiche per la salute.

Sottolinea il professor Michele Guarino, responsabile Disturbi funzionali intestinali e microbiota della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico: “Il microbiota intestinale contraddistingue ogni individuo, rappresentando una vera e propria impronta biologica. Per questa ragione l’approccio della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico si basa su una sua approfondita analisi e sulla personalizzazione del trattamento. Oggi è sempre più diffuso un abuso di test per l’analisi del microbiota, anche “fai da te”. Tuttavia, considerata la difficoltà per interpretarne i risultati, utilizzare questo tipo di test diagnostico è utile solo se poi viene letto da un esperto capace di trarne una terapia da proporre al paziente”.

Proprio al microbiota, lo scorso 29 maggio, la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-medico ha dedicato un convegno intitolato “Microbiota: equilibrio, diversità e resilienza per la salute…non solo dell’intestino” in cui si è approfondito l’impatto del microbiota sulla digestione, il metabolismo, la funzione immunitaria e l’umore.