“No a Ursula von der Leyen e no al Green Deal”. È il messaggio lanciato dall’associazione agricola olandese Farmers Defence Force sul palco della maxi-protesta dei trattori contro l’Europa in corso nell’altopiano dell’Heysel, a Bruxelles, a pochi giorni dal voto del 6-9 giugno. Durante la protesta è iniziato un fitto lancio di petardi da parte degli agricoltori radunati nel parco di Laeken. La manifestazione è entrata nel vivo a mezzogiorno con gli interventi sul palco degli ultranazionalisti fiamminghi del Vlaams Belang, del Forum per la democrazia, dei polacchi di PiS e Konfederacja, e degli spagnoli di Plataforma 6F vicini a Vox.
La protesta dei trattori a Bruxelles si è spostata poi nel quartiere europeo. Il contingente di circa 500 mezzi agricoli sta lasciando l’area dell’Heysel e una delegazione, composta al momento da circa una decina di trattori, sta raggiungendo i palazzi delle istituzioni Ue. Alcuni si trovano già a Place du Luxembourg, dinnanzi alla sede principale del Parlamento europeo.
In mattinata, diverse centinaia di trattori olandesi avevano attraversato la frontiera belga formando un corteo che si è esteso per oltre 8 chilometri. I veicoli sono adornati con bandiere nazionali di appartenenza, simboli della Farmers Defence Force e cartelli di protesta contro il Green Deal e le politiche Ue. Per l’Italia è presente una delegazione di Agricoltori italiani, guidata da Salvatore Fais e Guido Marini, con una decina di trattori.
Gli agricoltori italiani: “l’Europa ci vuole schiavi, cambiamola”
“Ursula e i suoi amici con belle cravatte hanno cercato in qualsiasi modo di renderci schiavi ma noi non molliamo“, nei prossimi giorni “si decide il futuro dell’Europa” e “abbiamo il dovere di dare un segnale forte, vogliamo una politica che non pensa alla giacca e cravatta ma che abbia le mani sporche del nostro lavoro”. Lo ha detto il leader di Agricoltori italiani, Salvatore Fais, dal palco della protesta dei trattori europei in corso a Bruxelles.
“Ci hanno incolpato di inquinare la terra, i vostri cieli, le vostre città, ci è stato detto di produrre di meno, ci è stata imposta una concorrenza sleale senza limiti, ci è stato imposto di fare parte di un’Europa ma di quella sbagliata, quella che dovrebbe garantire un giusto reddito in tutti gli Stati e invece ci ha messo gli uni contro gli altri”, ha sottolineato Fais. “Agricoltori europei, solo insieme possiamo cambiare il nostro destino, uniti si vince“.
Lollobrigida: “nessun rischio di proteste in Italia”
“Assolutamente no“. Così il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ha commentato, a margine di un convegno a Battipaglia (SA), la possibilità che la protesta dei trattori possa esplodere nuovamente in Italia. “Le proteste, in altre nazioni – sostiene il Ministro – sono giustificate da scelte di altri Governi di agire in contrasto con gli agricoltori, di imporre norme impossibili da essere applicate, se non a danno del reddito, il taglio del contributo per i carburanti, che l’Italia invece ha mantenuto”.
“In Italia – ha sottolineato Lollobrigida – è chiarissimo al mondo agricolo che questo Governo è dalla loro parte e sta raggiungendo record di sostegno al mondo agricolo, non c’è nessuno che possa smentire questo dato: il nostro Governo in 18 mesi ha messo più risorse di quanto sia stato fatto negli ultimi trent’anni almeno. E stiamo facendo anche il nostro dovere in Europa. Abbiamo fatto ritirare una follia, che era la normativa sugli agrofarmaci che avrebbe ridotto la produzione senza ridurre l’impatto ambientale perché la gente non smette di mangiare e quindi avremmo dovuto comprare quello che non producevano i nostri da nazioni che usano 30-40 volte i prodotti che i nostri agricoltori utilizzano in maniera sostenibile. Abbiamo fatto rivedere ed escludere dalla normativa sul packaging l’agricoltura, che è un altro risultato straordinario. Abbiamo fatto rivedere alcune regole della Pac che sbagliavano proprio indirizzo. La Pac è uno strumento nato dai trattati di Roma per garantire il reddito agli agricoltori. Era diventato uno strumento pedagogico, per educare gli agricoltori a fare meno, a produrre meno. Noi – ha concluso Lollobrigida – dobbiamo tornare a incentivare l’agricoltura con i fondi strategici che servono a garantire reddito e sicurezza alimentare”.












Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?