Smog Torino: domani prima udienza per il processo per inquinamento ambientale

"Si tratta del primo processo penale in Italia di questo genere"

Domani si terrà a Torino la prima udienza del cosiddetto “Processo Smog“. Gli amministratori pubblici comunali e regionali, che hanno avuto responsabilità nella tutela della qualità dell’aria della città tra il 2015 e il 2019, sono stati citati in giudizio per il reato di inquinamento ambientale colposo. Agli imputati viene contestato di non aver adottato misure efficaci per evitare il costante superamento dei limiti di concentrazione degli inquinanti nell’aria, come stabilito dalla legge. “Si tratta del primo processo penale in Italia di questo genere, nel quale viene contestato agli amministratori degli enti pubblici territoriali il reato di inquinamento ambientale colposo, che il legislatore ha introdotto nel 2015 per una più incisiva tutela dell’ambiente,” sottolinea il Comitato Torino Respira che domani chiederà di costituirsi parte civile.

L’esposto che ha dato il via alle indagini che hanno poi portato al rinvio a giudizio degli amministratori torinesi è stato presentato ormai più di sette anni fa – afferma Roberto Mezzalama, presidente del Comitato Torino Respira – e la cosa che mi ha sorpreso di più quando ho cominciato a cercare dati per l’esposto è stata che sui siti del Comune e della Regione fossero pubblicate relazioni degli epidemiologi dell’Arpa che parlavano chiaramente di molte centinaia di morti a causa dello smog ogni anno. Quindi era evidente come gli amministratori fossero perfettamente a conoscenza della situazione, ma non stessero affatto prendendo le decisioni necessarie a risolvere il problema”.

Se il Tribunale di Torino deciderà di proseguire il processo, nelle udienze successive si aprirà un confronto molto importante tra accusa e difesa, con contributi di autorevoli esperti di entrambe le parti, per comprendere le ragioni del grave stato di inquinamento dell’aria di Torino, i danni alla salute provocati dallo smog e anche le eventuali responsabilità di coloro che avevano il compito di tutelare la qualità dell’aria e la salute dei cittadini – evidenzia Marino Careglio, avvocato del Comitato Torino Respira – questo approfondimento potrà rappresentare un elemento di riflessione importante anche per gli attuali e futuri amministratori pubblici”.